AOSTA (zgn) Due alpinisti – Marco Stagi, 34 anni, di Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa, e Alexandra Gheorghe, 36 anni, originaria della Romania e residente a Campodarsego, in provincia di Padova – sono morti a causa di un incidente sul Castore, nel massiccio del Monte Rosa. I corpi sono stati recuperati nel primo pomeriggio di ieri, giovedì 14 agosto, dal Soccorso Alpino Valdostano. L’allarme è stato dato in seguito al mancato contatto con gli alpinisti, che avevano pernottato al rifugio Quintino Sella. Le salme sono state portate a Champoluc. Le indagini sono affidate alla Guardia di Finanza di Cervinia. Le vittime erano partite la mattina di mercoledì 13 dal rifugio per raggiungere la cima e poi completare la traversata scendendo dal versante ovest della montagna. Secondo i soccorritori è possibile che siano stati sorpresi dal maltempo, perdendo l’itinerario sulla cresta e finendo per precipitare sul ghiacciaio. L’allarme è scattato la notte scorsa quando il fidanzato della donna ha segnalato il suo mancato rientro. Il primo sorvolo con l’elicottero la mattina di ieri, venerdì, ha dato esito negativo. Gli uomini della Guardia di Finanza di Cervinia e di Alagna sono quindi riusciti a risalire ad un punto tramite l’orologio Gps di una delle vittime: le ricerche si sono concentrate in quella zona e in breve tempo sono stati avvistati i corpi.
Raffica di interventi
Sono giornate bollenti non solo dal punto di vista climatico per gli operatori del Soccorso Alpino Valdostano. Infatti gli interventi per recuperare alpinisti ed escursionisti feriti o in difficoltà si sono moltiplicati a dismisura, basti pensare che domenica scorsa, 10 agosto, ne sono stati portati a termine ben 15. Di questi, sono stati 2 quelli per recuperare scalatori caduti in crepacci. Il primo incidente è avvenuto nel gruppo del Monte Rosa, nella zona della Roccia Nera, tra il colle del Breithorn e il Polluce. Per estrarre l’uomo dal crepaccio sono giunti sul posto in elicottero i tecnici e il medico del Soccorso Alpino Valdostano. Quindi l’alpinista è stato trasferito all’Ospedale regionale di Aosta per le cure del caso. Un’altra caduta in un crepaccio si è verificata lo stesso giorno sul ghiacciaio del Lys. In questa circostanza le operazioni di recupero si sono risolte senza particolari difficoltà, poiché l’alpinista era correttamente equipaggiato e legato al compagno. Ciò ha evitato una caduta in profondità, consentendo il salvataggio in tempi brevi.
Il giorno successivo, lunedì 11 agosto, il Soccorso Alpino Valdostano ha condotto un complesso intervento al Col du Diable, sul Monte Bianco, a 4.000 metri di altitudine. L’incidente si è verificato poco prima delle 9: un alpinista è rimasto incastrato con una gamba sotto un masso di grosse dimensioni. Gli uomini del Soccorso Alpino Valdostano hanno dovuto vincolare il masso alla parete, spostarlo con apparecchiature specifiche e poi intervenire sull’infortunato. Il medico dell’equipaggio è stato posato in parete dall’elicottero, prima della verricellata del paziente a bordo, per stabilizzarlo e imbarellarlo. La verricellata è stata condotta con un particolare e complicato sistema di vincolo di barella verricello-elicottero alla parete. L’alpinista, un italiano di 29 anni, è stato trasferito al Pronto Soccorso e poi ricoverato nel nosocomio aostano, in condizioni complessivamente non gravi. I 4 compagni di scalata che erano con lui sono stati portati a Courmayeur.


