AOSTA (zgn) “Emozione, cuore, passione”: il titolo di copertina della rivista “Images – Rêves au coeur des Alpes”, la cui edizione estiva da mercoledì scorso, 18 giugno, è disponibile in tutte le migliori rivendite di giornali, appare come una dichiarazione d’amore al mondo delle dimore di montagna più belle. Il prestigioso periodico semestrale, in italiano e in francese, diretto da Marinella Vaula, stampato dalla Tipografia Valdostana di Aosta su carta ecologica e con inchiostri vegetali, infatti propone ancora una volta un affascinante viaggio alla scoperta della migliori espressioni dell’architettura alpina. Marinella Vaula, però, pone l’accento su un argomento cruciale, quello dello spazio edificabile che non è infinito.
«Specialmente in montagna questo è un tema su cui riflettere: – evidenzia Marinella Vaula – non è che se un territorio non è antropizzato è perché nessuno ci aveva pensato prima o non aveva le risorse economiche per costruire. Le cause possono essere molteplici, a cominciare da fattori ambientali e idrogeologici, per finire con semplici motivi di convenienza». Ma Marinella Vaula aggiunge che attualmente «Assistiamo all’arrembaggio delle “Terre Alte” da parte di chi crede, sbagliando, che la montagna sia un luna park. Non è così. Esiste un patrimonio architettonico che può e deve essere riqua lificato, rivalutando edifici già esistenti ma degradati e riportandoli, attraverso soluzioni tecnologiche all’avanguardia, a nuova vita. La conservazione e riconversione degli edifici in disuso non è solo un recupero storico e culturale imperativo, ma una valorizzazione e riabilitazione di scelte che furono».
Un ragionamento che rimanda direttamente al titolo della rivista: « L’emozione di far rivivere un edificio permette di recuperare volumi e spazi per una nuova opportunità abitativa. – sottolinea Marinella Vaula – La salvaguardia dell’ambiente alpino, così fragile nonostante l’imponenza degli immensi massicci rocciosi, impone la riqualificazione degli ambiti già edificati e abbandonati o non utilizzati mediante interventi appropriati e rispettosi del contesto d’origine, con forme contemporanee e mediante l’utilizzo di materiali innovativi e sostenibili, capaci di creare ambienti dal comfort inimmaginabile al momento della prima costruzione del manufatto».
Un altro concetto che è diventato centrale è “Innovativo e sostenibile”, che non a caso è anche il titolo di uno dei primi servizi di questo numero di Images dedicato a una ammirevole operazione di recupero a Cervinia: ma come deve essere interpretato affinché non sia solo uno slogan? «Sono convinta che l’innovazione tecnologica debba essere il filo conduttore che sostiene tutti gli interventi, il restauro “fai da te” non è logico e lo trovo anche poco rassicurante. – risponde Marinella Vaula – Affidarsi a professionisti del settore è imperativo, visti anche tutti i vincoli che non sono esclusivamente capricci ma frutto di studi specifici. La sostenibilità poi, oggi è fondamentale, a prescindere dalla tipologia di intervento tutti siamo tenuti al rispetto di regole a salvaguardia dell’ambiente e non solo».
Le dimore alpine di Images hanno un tratto comune indipendentemente dalla loro posizione geografica: un uso costante e diffuso del legno, specialmente negli interni. È una tendenza consolidata e incontrovertibile o in futuro potremo assistere anche a un impiego di altri materiali? «Credo che i nostri materiali d’elezione siano questi – afferma Marinella Vaula – e non riesco ad immaginare qui edifici che prescindano dal legno e dalla pietra. Viviamo in un territorio ricco di queste materie prime e utilizzate in differenti maniere, anche all’avanguardia per quanto riguarda il legno, rimangono eccellenti alleati per i nostri costruttori, tecnologicamente ed esteticamente».
Recentemente sono stati svelati i “Luoghi del cuore” del Fai più votati: nella nostra regione ha vinto il Vallone di Cime Bianche. Ma qual è il suo luogo del cuore in Valle d’Aosta? «Ho un posto molto particolare dove vado a caricare le batterie, – racconta Marinella Vaula – si tratta di una piccola località a Courmayeur in Val Ferret, è un tratto lungo la Dora verso la località di Frebouze che io chiamo “Il posto più bello del mondo. Mi piace tornare e ritornare li».

