AOSTA (zgn) “Street Art Revolution. Banksy e compagni: itinerari d’arte”: è questo il titolo del nuovo progetto espositivo promosso dal Forte di Bard e dedicato ad una delle forme artistiche più significative dell’arte contemporanea.
La mostra è visitabile da oggi, sabato 21 giugno, a domenica 2 novembre. La Street Art è un movimento che ha attraversato confini culturali, geografici e temporali sfidando le convenzioni e le regole imposte dalla società. Nata a New York e nelle periferie urbane, si è evoluta in una forma di espressione capace di coinvolgere un pubblico sempre più vasto e variegato. L’esposizione ripercorre il viaggio di conquista compiuto dalla Street Art mettendo in luce non solo l’evoluzione stilistica e tecnica del movimento, ma anche la sua capacità di confrontarsi con la realtà, di sfidare i confini, di attraversare le frontiere sociali, politiche e culturali. Sono presentati 50 opere – divise in 6 sezioni – tra cui un intervento artistico realizzato direttamente sulle pareti dell’allestimento da Edoardo Ettorre.
Inoltre fino a domenica 29 giugno potrà essere visitata nella Cappella del Forte di Bard la mostra “Doppia Firma. Dialoghi tra pensiero progettuale e alto artigianato” che approda per la prima volta in Valle d’Aosta. La rassegna, promossa dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte con Living del Corriere della Sera e la Michelangelo Foundation, è realizzata in collaborazione con la Regione autonoma Valle d’Aosta e L’Artisanà. L’iniziativa celebra i 10 anni del progetto che unisce design contemporaneo e manifattura artigianale.
In esposizione 8 opere delle edizioni precedenti e 7 nuove creazioni nate dalla collaborazione tra designer internazionali e artigiani italiani dell’arco alpino. Tra queste, anche Silva, una sedia di Luciano Tousco, falegname di Gaby, maestro artigiano e vincitore di numerosi premi per l’artigianato, che insieme al designer Andrea Mancuso l’ha realizzata ispirandosi al paesaggio montano e al processo di lavorazione del legno, dal ramo grezzo all’oggetto finito.

