Cultura e spettacolo

Nella chiesa di Santa Croce con l’archeoastronomo Guido Cossard e don Ivano Reboulaz

FAI, successo per l’evento di fine anno

Ingrandisci la foto: Da sinistra don Ivano Reboulaz, l’archeoastronomo Guido Cossard, Anna Fosson e Cesare Gerbelle della Delegazione FAI Valle d’Aosta, l’organista Isabelle Martignene ed Elena Roncari della Delegazione FAI
Da sinistra don Ivano Reboulaz, l’archeoastronomo Guido Cossard, Anna Fosson e Cesare Gerbelle della Delegazione FAI Valle d’Aosta, l’organista Isabelle Martignene ed Elena Roncari della Delegazione FAI
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AOSTA (zgn) Sabato scorso, 20 dicembre, nella suggestiva chiesa di Santa Croce, ad Aosta, si è svolto il tradizionale appuntamento di fine anno della Delegazione FAI Valle d’Aosta, un momento conviviale dedicato allo scambio degli auguri e alla celebrazione di un anno particolarmente ricco di iniziative. La Delegazione FAI Valle d’Aosta ha ripercorso i numerosi eventi organizzati nel corso dell’anno in collaborazione con il Gruppo Ponte tra Culture e il Gruppo Giovani, sottolineando con soddisfazione il raggiungimento di oltre 1.000 soci FAI, a testimonianza della vitalità dell’Associazione e del crescente interesse della comunità verso la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico regionale.

In questa speciale occasione, dedicata simbolicamente all’imminente solstizio, il pubblico ha potuto approfondire l’affascinante tema dell’orientamento delle chiese cattoliche grazie all’intervento dell’archeoastronomo Guido Cossard. «Fin dal Concilio di Nicea nel 325 d.C., – ha spiegato Guido Cossard – l’abside e l’altare erano prescritti a est, in riferimento alla Resurrezione e al sole nascente di primavera. Nel tempo, tuttavia, si affermarono varianti orientate ai solstizi. La chiesa di Santa Croce è un esempio significativo di questa pratica, ulteriormente valorizzato da un suggestivo effetto di luce che avrebbe dovuto manifestarsi poco prima delle 11, purtroppo non visibile a causa delle condizioni meteorologiche». A collegare il dato storico e scientifico alla dimensione spirituale è intervenuto don Ivano Reboulaz, noto come “parroco delle Alpi”, che da anni ospita eventi FAI nella valle della Coumba Freida. Il suo contributo ha richiamato il significato simbolico della luce e della rinascita, attraverso il Salmo 18, nel quale il Sole è evocato come immagine di Dio e della sua giustizia. L’incontro è stato impreziosito dall’esecuzione musicale della giovane studentessa organista Isabelle Martignene del Conservatorio della Valle d’Aosta, che ha saputo incantare i presenti con le sonorità del magnifico organo gentilmente messo a disposizione da Jefferson Curtaz.

«È stata una bellissima occasione per incontrare i numerosi soci FAI – commenta la capo Delegazione FAI Valle d’Aosta Alessandra Fulginiti – e per tracciare un bilancio delle attività svolte nel 2025, con l’obiettivo di consolidare un pubblico già fidelizzato che continua a sostenere il FAI, come dimostrato dalle oltre 100 persone presenti all’evento. Un sentito ringraziamento è stato infine rivolto ai volontari FAI, vero cuore pulsante della Delegazione, e a tutti quanti hanno accompagnato il pubblico con competenza e passione nel corso delle numerose visite culturali, contribuendo a rendere ogni appuntamento un’occasione di conoscenza autentica e condivisa. Un ringraziamento particolare va inoltre alla Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali, da sempre disponibile a collaborare con il FAI, per il costante supporto e la sensibilità dimostrata nella valorizzazione del patrimonio storico e artistico del territorio».