AOSTA (btb) Una vita. Perché 50 anni sono appunto una vita e mai prima d’ora un componente de La Clicca de Saint-Martin de Corléans aveva festeggiato un tale traguardo. Il primo della storia è Claudio Vigna e non poteva essere altrimenti, perché se pensi a La Clicca pensi a Claudio, con il suo cappello sghembo e il suo sorriso, capace di adattarsi ad ogni contesto, con le note della fisarmonica a trasmettere allegria, così come quelle dello xilofono di sua invenzione. Infatti Claudio Vigna non è solo un membro de La Clicca, con il tempo ne è diventata l’anima, coinvolgendo parenti ed amici in una grande avventura che dura da mezzo secolo e che lo ha visto sempre protagonista, con il valore aggiunto di pensare ad una famiglia allargata, di adulti e piccini, fu lui con il fratello Sandro ad inventare Les Enfants de La Clicca, un’opp ortunità di crescita collettiva, che è andata oltre i limiti del quartiere di Saint-Martin, oltre anche ad Aosta. Ormai i componenti de La Clicca abbracciano numerosi Comuni tanto che il gruppo ha preso una dimensione regionale, pur avendo sempre una specifica attenzione alle manifestazioni aostane.
Un ’evoluzione che Claudio Vigna ha vissuto direttamente sin dai primi anni Settanta. «Sono entrato ne La Clicca in punta di piedi nel 1972, seguendo le orme di mio fratello Sandro, già fisarmonicista del gruppo, quando per farne parte si doveva sapere cantare sotto la direzione della maestra Alearda Parisi Pettena. Dopo un anno di prove – sorride Claudio Vigna – mi ritennero idoneo solamente a danzare e a suonare il fleyé. Però grazie al volere del fondatore Venance Bernin, mi assegnarono il costume nel 1973 e così divenni a tutti gli effetti il primo socio ordinario non corista. Lo vissi allora come un privilegio.»
Fu l’inizio di un’avventura che continua ancora. « Entrai a fare parte di un mondo che non conoscevo, un ambiente ritenuto per molti di “nicchia”, dove si parlava solo di tradizione e di folklore. Praticamente sapevo poco o nulla dell’esistenza de La Clicca, già attiva dal 1958, esibendosi sui palcoscenici di mezza Europa portando a conoscenza del pubblico le tradizioni valdostane tramite canti, balli e musiche accompagnate dal fleyé. Questo strumento musicale in legno, voluto nel 1959 dal presidente Venance Bernin e realizzato dal corista Vittorio Bovi, è da sempre un elemento identificativo del gruppo.»
«I primi anni – ricorda Claudio Vigna – li trascorsi con la spensieratezza di un giovane ventenne che aveva trovato nuovi amici con cui trascorrere momenti felici e spensierati, lasciando a chi di dovere i compiti più seri ed importanti sull’organizzazione e l’amministrazione del gruppo. Poi nel 1978 sotto la presidenza di Carlo Jordaney, maestro e lementare di Saint-Pierre, entrai nel consiglio direttivo cercando di portare all’interno del gruppo delle nuove idee. Fu durante quello stesso anno, che un corista originario di Champorcher, Arnaldo Savin, mi fece conoscere alcune bacchette di particolare foggia a semiluna, che si usavano nel suo paese, per battere il grano. La fascina veniva aperta e le spighe, posate sul tavolaccio, venivano colpite in ginocchio mediante queste particolari bacchette utilizzate in luoghi particolarmente bassi, dove non si potevano adoperare i classici bastoni i fleyé appunto. Lo scopo era lo stesso, quello di separare i chicchi dalla paglia.«
«Quindi pensai, quale migliore occasione per rappresentare questo particolare lavoro della campagna, se non con uno strumento musicale? Così creai Lo Xilophone de La Grandze. E’ avvenuto – rammenta Claudio Vigna – con la collaborazione di parenti artigiani. Rappresentai su di un treppiedi in ferro il tavolato in legno, composto da 3 piccoli fleyé sonorizzati in modo diverso ed arricchiti da campanelli e nastri colorati. Ridussi poi in scala le bacchette originali e battendole a tempo di musica sui 3 fleyé messi in orizzontali andai a rappresentare la battitura del grano. »
Negli anni Ottanta Claudio Vigna fu tra coloro che indirizzarono La Clicca de Saint-Martin verso un cambio di rotta. Da corale a gruppo dedicato prettamente al folklore, con l’aspetto fondamentale imperniato sulla ricerca e la valorizzazione, inserite in un repertorio rinnovato. «Venni coinvolto dal consiglio direttivo nel portare in scena la tradizionale battitura del grano, utilizzando strumenti ed abiti da lavoro originali. Poi come responsabile del settore musicale, impostai inizialmente le varie modalità con cui si suona ancora oggi, il fleyé – normale, contrattempo, variegato e sfregato – per successivamente ideare una rappresentazione musicale, denominata “fleyé muto” che alterna il suono puro di questo strumento e la musica delle fisarmoniche. Tale spettacolo ha valso al gruppo nel 1988 il Primo Premio come migliore esibizione di strumenti tradizionali nel concorso La Zampogna d’oro a Erice e, più recentemente il riconoscimento, per lo stesso motivo, al Festival di Leron a Dignano in Croazia nel 2016.»
Nel 1989, presidente il fratello Sandro, Claudio Vigna è il direttore tecnico e apre La Clicca ai giovani, pure ai giovanissimi, con la creazione del gruppo Enfants, che da 36 anni continua a portare nuova linfa, entusiasmo e logicamente ricambio nell’attivi – tà dell’associazione. «Fu un periodo di ricerche a carattere antropologico e etnografico, condotte presso il Brel e negli archivi privati, raccogliendo elementi che mi aiutarono a creare numerose coreografie, legate alle rappresentazioni di vita quotidiana fortemente legate al mondo rurale, come la Veillà, la lavorazione della lana, la fête patronale e la vendange. Contemporaneamente mi dedicai allo sviluppo di alcune danze, riprendendo passi della tradizione e musiche trascritte dai fisarmonicisti del gruppo ideando balli come la Quadrille, la Danse a quattre, Il ballo della Lana, la Vendange e una personale interpretazione della Polka Piqué e della Scottish.»
Nel 2001 Claudio Vigna lasciò la direzione tecnica del gruppo, pure continuando a frequentarlo come genitore di Marco, giovane componente, per poi rientrare nel 2003 come Presidente, carica mantenuta per alcuni anni e successivamente nuovamente come direttore tecnico sino al 2015. «A partire dal 2016 ho lasciato gli incarichi ufficiali a mio figlio Marco, prima presidente e poi direttore, e ad altri ragazzi cresciuti negli Enfants e diventati adulti, affinché il percorso de La Clicca potesse continuare con innovazione, con gli stessi miei entusiasmi degli anni precedenti, come è giusto che sia. Attualmente, partecipo al gruppo come fisarmonicista, convinto che tale figura sia indispensabile per il proseguo de La Clicca e nella speranza che giovani volenterosi, ad esempio come Marie-Hélène Maccari, che ha celebrato insieme a me i suoi 20 anni di gruppo pur avendone solamente 25 di età, e altri componenti, possano continuare il percorso di divulgazione del folklore con passione e dedizione. » Un fisarmonicista a cui basta uno sguardo benevolo per impostare correttamente sul palco musiche e danze dei più piccoli, per dare sempre il ritmo giusto ai suoi “enfants” che oggi lo superano in altezza ma mai in statura.



