Cultura e spettacolo

“Sotto le Stelle del Jazz” è un successo. Le ultime note oggi, sabato, a Gressan

Ingrandisci la foto: Da sinistra Max Carletti, Stefano Profeta, Silvia Carbotti e Paolo Franciscone che si esibiscono oggi, sabato 30 agosto, a Maison Gargantua a Gressan
Da sinistra Max Carletti, Stefano Profeta, Silvia Carbotti e Paolo Franciscone che si esibiscono oggi, sabato 30 agosto, a Maison Gargantua a Gressan
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GRESSAN (qdn) Si conclude nella serata di oggi, sabato 30 agosto, alle 19, alla Maison Gargantua di Gressan, l’edizione 2025 di “Sotto le Stelle del Jazz”, la riuscitissima manifestazione targata Contro-Vento, voluta e finanziata dall’Assessorato regionale dei Beni e Attività culturali con il sostegno della Bcc Valdostana. Considerato il pubblico da record per le ultime date con numerose centinaia di persone, ci si aspetta il tutto esaurito anche per la grande chiusura, per una manifestazione che ha saputo coniugare grandi musicisti con location inusuali e molto apprezzate da pubblico e musicisti. In particolare, l’abbinamento con gli storici cimiteri, di Sant’Orso prima e di Jovençan poi, hanno destato entusiasmo. Se Maison Gargantua è un luogo più ordinario per la musica dal vivo rispetto alle ultime date in cartellone, il repertorio non lo è per nulla. Infatti “Frubers In The Sky”, è una idea musicale capitanata da Max Carletti alla chitarra e Silvia Carbotti alla voce che, assieme al contrabbasso di Stefano Profeta e alla batteria di Paolo Franciscone, proverà a “mischiare le carte”, facendo incontrare il Jazz con altri generi musicali, in un (presunto) nonsense, alla ricerca di “quell’istinto di battere il tempo con il piede e cantare anche quando non si conosce un testo: un modo per canticchiare liberamente quando proprio non ti ricordi le parole”.

Molto soddisfatti gli organizzatori Andrea Gattullo, Lorenzo Tagliaferro e Francesca Florio: «Anche quest’anno il pubblico ci ha seguiti in questa piccola grande avventura che speriamo di fare crescere di anno in anno, con nomi, luoghi e idee sempre nuovi, con tutto l’entusiasmo che le persone hanno mostrato in queste due edizioni, ai nostri concerti. Un ottimo segnale per la cultura, una carezza alla musica di qualità che, quando è tale, non teme mode, influenze e contaminazioni. Un grande onore aver accolto con noi su questi piccoli, ma prestigiosissimi palchi i meravigliosi musicisti che ci hanno regalato la loro infinita poesia».