«Viene introdotto una sorta di ergastolo processuale per il quale il processo sostanzialmente non finirà mai». Lo ha detto l’avvocato Corrado Bellora, membro della camera penale del Piemonte e della Valle d’Aosta, durante la conferenza stampa convocata mercoledì scorso, 23 ottobre, al Tribunale di Aosta contro lo stop della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, in vigore dal primo gennaio 2020.
L’Unione delle camere penali italiane (da lunedì scorso, 21 ottobre, a ieri, venerdì 25) e l’Organismo congressuale forense (per ieri, venerdì) hanno infatti indetto l’astensione dalle udienze e dalle attività giudiziarie.
«Questa è la riforma figlia del populismo più becero. – ha sostenuto il legale – Si dice: “Alla gente fa arrabbiare che i reati si prescrivano? Allora noi eliminiamo la prescrizione. Non accorciamo i tempi dei processi, integriamo il numero dei magistrati, facciamo una depenalizzazione mirata”. Eliminano l’unico male necessario, che però permetteva di evitare che i processi avessero una durata potenzialmente illimitata. Quindi i processi da lunghi diventano lunghissimi».
Domenico Palmas, presidente dell’Ordine degli avvocati della Valle d’Aosta, ha sottolineato che «La motivazione di questo provvedimento sarebbe la deflazione di appelli e impugnazioni pretestuose, in realtà l’effetto sarebbe contrario: se non esiste un termine per l’esercizio di questa azione il rischio è che gli appelli vengano dilazionati al di là di quanto già avvenga».
Di «Assoluta incostituzionalità» e di «Norma contro la presunzione di innocenza» ha parlato l’avvocato Manuela Ghillino, delegato dell’Organismo congressuale forense. «E’ un danno – ha aggiunto Manuela Ghillino – non solo per gli imputati ma anche per le parti civili che rischiano di non vedere mai i risarcimenti».

