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LE RENTRÉE LITTÉRAIRE

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LE RENTRÉE LITTÉRAIRELa «Rentrée Littéraire» è un fenomeno tipicamente francese. Un rito, un appuntamento quasi mitologico ma anche denso di un profondo significato culturale e politico. È la stagione delle novità letterarie e dunque, parallelamente, dei grandi premi: Goncourt, Fémina, Renaudot, Médicis e altri. Spesso, come in Italia, questi premi sono in parte pilotati dalle case editrici o più spesso ancora è uno scontro di interessi editoriali. Eppure, oltre alle pure logiche del mercato, per un giovane autore, vincere un premio come il «Goncourt des lycéens», per il quale la giuria è costituita da ragazzi delle scuole di tutta la Francia può essere il primo passo di un sicuro successo. Il 2019 si annuncia come un anno particolarmente effervescente di novità e di intensi dibattiti. Al centro dell’attenzione opere di notevole qualità, molti autori e soprattutto una schiera di autrici che sembrano quasi dominare la scena. In particolare Amélie Nothomb, Monica Sabolo, Nathacha Appanah, Emma Becker e molte altre. La critica guarda con particolare attenzione di questa rentrée littérarire 2019 ad alcuni autori; in particolare vorrei segnalarvi le poderose opere di Jonathan Coe Le cœur de l’Angleterre, di Chris Kraus La fabrique des salauds o ancora di Javier Marías Berta Isla. Opere queste ultime in taluni casi tradotte in Italia prima ancora che in Francia. Ciò non di meno rimane il fatto che a mio modo di vedere, in Valle d’Aosta la «Rentrée Littéraire» dovrebbe far parte del nostro paesaggio autunnale come la vendemmia o la désarpa.