Dal giornale

Domenico Châtillard: inventore della «vera» désarpa, Sindaco ed allevatore appassionato

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La passione per l’allevamento zootecnico. L’attaccamento al mondo rurale. L’amore per la propria terra, la natura e gli animali. Tre modi per dire: Domenico Châtillard, allevatore di Valtournenche, ovvero colui che – e qui bisogna per forza di cose darne atto – nel 2002 ideò la «prima vera désarpa organizzata in Valle d’Aosta», evento che fece da apripista alle successive désarpe nella nostra regione, dalla Bassa all’Alta Valle.

Domenico Châtillard, originario di Torgnon, classe 1959, è un uomo semplice ma tenace, senza mai peli sulla lingua e che dell’agricoltura ha fatto il suo mondo, dedicando a essa ogni pensiero, ogni azione, ogni sensazione ed emozione, ogni giorno di ogni anno. Oggi, nonostante la malattia – il morbo di Parkinson – che lo ha colpito giovane, dodici anni fa quando di anni ne aveva solo quarantotto, continua a mantenere con questo suo mondo rurale un legame talmente forte che commuove all’inverosimile.

Difficile non fare trapelare le emozioni, quando intervisti Domenico Châtillard. Forse perché è un’intervista diversa dal solito, fatta direttamente in alpeggio, a Promindo, dove Domenico Châtillard ha continuato fino a pochi giorni fa a pascolare le sue mucche prima della discesa a fondovalle: «Otto in tutto, visto che, se rimanessi da solo, non riuscirei più a stare dietro a una mandria più numerose. Per questo, ormai ci sono i miei figli e mia moglie».

Nel territorio della Valtournenche, Domenico Châtillard e la sua famiglia conducono da moltissimi anni, durante l’estate, l’alpeggio La Manda di Dragon, che situato a duemilatrecento metri di quota è il più alto dei quattro tramuti (con Promindo, gli altri due sono Lo Creton e La Dzille) in uno scenario naturale di grande effetto con le Grandes Murailles a fare da cornice da una parte, il Grand Tournalin dall’altra e la visione lontana sul col di Nana e la conca di Cheneil.

«La mia famiglia, i miei animali, le mie montagne… sono loro che mi danno la forza di andare avanti» parole di Domenico Châtillard che però fatica a parlare, ma basta guardarlo negli occhi mentre il suo sguardo spazia verso le Grandes Murailles per capire cosa prova quando si accenna all’agricoltura di montagna: «Emozione tanta, però anche un po’ di rabbia per tutto ciò che la politica non sta facendo per il mondo rurale valdostano! E per quanto riguarda Valtournenche, a me, oggi, fa molto male al cuore constatare che non c’è più un grande e vero amore per l’agricoltura. La Valtournenche potrebbe essere un esempio di agricoltura-turismo quale binomio vincente, perché Valtournenche è un bel paese, Breuil Cervinia è il motore di alta potenza. Unendo le forze si andrebbe davvero avanti di molto, invece a quanto pare, mio parere personale, tra le due località c’è sempre maggiore scollamento. Questo non fa bene a nessuno!»

È il 16 aprile del 1959 quando Domenico Châtillard viene al mondo, quarto dei sette figli di papà Emilio, classe 1924, oggi novantacinquenne, e mamma Leonilda Perrin, classe 1926, scomparsa nel 2007. Entrambi di Torgnon, entrambi figli di allevatori, si sposarono nel 1953. Nel 1954, la coppia ebbe la prima figlia, Adelia. Poi, Liliana nel 1955, Marco nel 1957, Domenico nel 1959, Silvio nel 1960, Renato nel 1962 e Rosalba nel 1964.

«Sia io sia mia sorella Adelia siamo stati allevati dai nonni materni, Vittorio Perrin e Aline Engaz. – racconta Domenico Châtillard, mentre guarda con dolcezza una vecchia foto di famiglia che lo vede insieme ai suoi fratelli e sorelle nel giorno atteso della nascita della sorella Rosalba – Lui era del 1891, lei del 1905, prima di dieci figli. All’epoca c’era molta miseria e per i miei genitori un aiuto del genere era importante. Il nonno Vittorio fece la Grande Guerra come tenente nei Granatieri. Lo ricordo quando era sindaco di Torgnon ed io ero ancora bambino. Era un duro, un uomo corretto e onesto. Ma con me duro non lo era mai, con lui potevo fare sempre quello che volevo; per me era pezzo di pane, per me era tutto e io ero tutto per lui. Da bambino ero molto curioso e ogni mia domanda riceveva da lui una risposta. Per quarant’anni fu nonno Vittorio a tenere l’alpeggio Cretaz a Breuil Cervinia ed io per la prima volta andai in montagna con lui nell’estate del 1965, quando avevo solo sei anni. Dal 1971 in poi ci andai ogni estate, sempre. Ho vissuto un’infanzia felice che ancora ricordo con tenerezza.»

L’infanzia felice di Domenico Châtillard in quel di Torgnon significava però anche scuola! La prima maestra fu la zia Alma Perrin «Donna molto seria e grazie alla quale imparai molto». Poi venne il tempo delle medie che frequentò studiando in Seminario ad Aosta con lo zio prete, don Silvio Perrin che, dal 1963, è parroco a La Salle. Terminate le scuole medie, il giovane Domenico frequentò il primo anno di liceo classico preferendo poi proseguire gli studi all’Institut Agricole, quando ancora si parlava solo di Scuola di agricoltura, perché ormai aveva capito che quello sarebbe stato per sempre la sua vita, il suo mondo.

«La terra è sempre stata tutto per me, sin da quando ero molto piccolo. Sono cresciuto giocando con la terra e nella terra, coltivando la terra, amando la terra. Perché – le parole di Domenico Châtillard trasmettono un carico di emozioni – è quando tocchi e lavori la terra che capisci il suo grande valore. Oggi esiste la tecnologia, si usa il computer. Tutto questo va bene, ma senza terra non si vive. Le innovazioni vanno bene, però non bisogna mai dimenticare che è la terra che ci garantisce il sostegno alimentare.»

Quindi, visto che stiamo scrivendo di terra, torniamo per un momento a parlare anche di quella prima désarpa che, dal 2002 in poi, grazie al suo inventore Domenico Châtillard, allora assessore comunale di Valtournenche al Territorio e ambiente, è diventata uno degli eventi più attesi dell’anno in Valle d’Aosta.

«Già da bambino ricordo che quando si faceva la désarpa da Breuil Cervinia a Torgnon, io scendevo con i miei fratelli, con i miei genitori, con gli zii. La gente aspettava lungo la strada e salutava. Sentivo emozioni forti e avevo la pelle d’oca. Era una grande festa ed ero fiero, camminavo orgoglioso. Sono ricordi di bambino che mi sono sempre portato dietro nella vita. L’idea di sperimentare una vera désarpa nel 2002 nacque da questi ricordi, ma non solo. Due anni prima, infatti, ad Aosta fu organizzata la désarpa cittadina per dare la possibilità al pubblico di vedere sfilare le mucche ad Aosta. Tuttavia non potevo considerarla una vera désarpa, perché tutti sapevamo che le mucche venivano trasportate appena poco fuori dal nucleo cittadino da dove poi iniziavo la sfilata. Che désarpa era? Dal punto di vista attrattivo per il pubblico non ho mai messo in dubbio l’iniziativa, ma sapevo che la maggior parte degli allevatori valdostani la pensava come me. La Désarpa di Valtournenche, con la vera discesa a valle delle mandrie, nacque proprio in contrapposizione alla désarpa di Aosta e fu un successo inaspettato. Tutto il paese partecipò. Per me fu un’emozione molto forte, seconda solamente all’emozione del giorno del matrimonio con Carolina e della nascita dei miei figli.»

Domenico Châtillard (per trent’anni, dal 1983 al 2013 presidente del caseificio di Valtournenche) e Carolina Pession si conobbero a Torgnon e li si sposarono il 15 aprile del1989. Silvie, Xavier e Hervé – rispettivamente classe 1990, 1994 e 2000 – sono i loro tre figli.

«Il fratello di Carolina, Paolo, lavorava nel caseificio – rammenta Domenico Châtillard che sorride al pensiero del viaggio di nozze di soli due giorni fatto in Svizzera – e tramite un amico mi fece conoscere la mia futura moglie. Era il 1987. Una volta sposati continuammo a vivere a Torgnon fino al 1991 poi ci trasferimmo definitivamente a Valtournenche. Anche lei era figlia di agricoltori, per cui non le fu difficile condividere le mie scelte.”

La vita di Domenico Châtillard non è mai stata solo «terra e animali d’allevamento». Eh, si! Perché l’allevatore di Valtournenche non si è fatto mancare proprio nulla: nel 1975, quindi ancora molto giovane, era già presidente (e lo fece per cinque anni) della latteria turnaria diu Champagnod-Mazod-Chesaux. Appena compiuti 18 anni, nel 1977, fu presidente della sezione dell’Union Valdôtaine di Torgnon. Poi, negli anni a seguire, entrò a fare parte della Fédération des cooperatives valdôtaines nei periodi di presidenza di Cyprien Roveyaz prima e di Riccardo Créton e Luigi Cerise poi.

Domenico Châtillard è stato anche consigliere del Consorzio per la tutela della Fontina e della Cooperativa Produttori Latte e Fontina ricoprendo pure la carica di vice presidente, come quelle di vicepresidente della Coldiretti Valle d’Aosta e di consigliere della Coopagrival.

Dal 2000 al 2005, Domenico Châtillard – che ha costantemente «amato stare tra la gente, ascoltare e dare risposte quando possibile, perché ho sempre ritenuto importanti i valori della vita, la lealtà, l’umiltà che è sacra e la correttezza» – ha ricoperto la carica di assessore comunale di Valtournenche al Territorio e ambiente, poi dal 2005 al 2008 è stato vice sindaco con delega all’agricoltura.

Tra il 2005 e il 2010 l’allevatore – che fu anche vice presidente del Celva tra il 2010 e il 2015 – fu pure presidente della Comunità montana Monte Cervino. «Fu una bellissima esperienza, perché al mio fianco avevo collaboratori che erano come me, persone semplici, molto motivati, e che avevano capito che eravamo tutti uguali. Ricordo di avere lavorato bene grazie anche ai funzionari della Comunità, dei gran signori! Poi arrivò per me il mandato da sindaco che ricoprii dal 2008 al 2010, fino alle nuove elezioni. E così nel 2010 sono stato eletto sindaco, con una squadra di persone con le quali ho lavorato davvero bene in giunta: Deborah Camaschella che fu il mio vice, Ennio Torri, Massimo Chatrian, Celestino Vittaz e Jean Antoine Maquignaz.»

Nel 2015, Domenico Châtillard si ripresentò alle elezioni comunali ma come candidato consigliere ed ottenne 260 preferenze su 600 elettori votanti, tornando a fare l’assessore al Territorio e ambiente, ma solo per un anno. Purtroppo, la malattia, il morbo di Parkinson, fino al 2015 sornione perché tenuto sotto controllo dalle cure mediche, era lì pronto a esplodere. «Nell’estate del 2007, mentre facevo i fieni ebbi un improvviso calo di forza al braccio sinistro. Pensavo che fosse stanchezza, invece no. Quello – racconta con un velo di tristezza Domenico Châtillard – fu un primo segnale della malattia che mi stava aggredendo. Dal 2007 al 2014 tutto sembrava essere sotto controllo con le cure appropriate, ma nel 2015 fui sottoposto a un intervento chirurgico alle Molinette di Torino. Inizialmente avevo vissuto bene la malattia, poi mi resi ben presto conto di tutto. Oggi, cerco la solitudine, vado al pascolo con le mie mucche e con loro parlo. L’amore per la mia famiglia, per l’agricoltura e per gli animali è stato fondamentale: mi hanno salvato la vita! Ora il mio sogno nel cassetto è che i miei figli abbiano più fortuna di me. Io spero, anzi credo, di essere riuscito a trasmettere loro i valori della lealtà e dell’umiltà. Questo sì che è importante!»

L’abbraccio amichevole di fine intervista con l’allevatore di Valtournenche è di quelli che rimandano all’anno prossimo, in alpeggio d’estate, il luogo e la stagione più amati al pastore che è stato sindaco.