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Giovanni Pison, il galantuomo delle auto: negli anni Sessanta aprì la storica officina di Châtillon

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Poche cose nella vita causano irritazione e sconforto come rimanere improvvisamente fermi con l’auto. In quei momenti di smarrimento, a tantissimi valdostani è venuto in mente come un’illuminazione un nome, quello di Giovanni Pison. Gentile, sempre disponibile, con la sua attività di soccorso stradale arrivava a risolvere il problema. Chissà a quante persone è venuto in mente un episodio del genere in questi giorni, apprendendo con tristezza la scomparsa di Giovanni Pison, mancato domenica scorsa, 18 ottobre, all’Ospedale Beauregard di Aosta.

Nato il 9 febbraio del 1938 a Châtillon, il paese in cui è sempre vissuto, dopo le scuole all’Istituto Salesiano Don Bosco, ancora ragazzino andò ad imparare a fare il meccanico da Carlo Actis, concessionario Piaggio a Saint-Vincent. Poi per sei anni è stato dipendente del Garage Mariani a Breuil Cervinia (un’officina con agenzia viaggi, autonoleggio e deposito auto), esperienza intervallata dal servizio militare, che fece negli Alpini ad Aosta e a Roma.

Nel 1962 aprì la sua prima piccola officina in viale della Stazione, a Châtillon, e due anni dopo si sposò con Ida Bassetto a Marostica, in provincia di Vicenza, di dove lei era originaria.

Gran lavoratore, con il tempo sviluppò sempre più la sua attività e la sua prima officina meccanica non gli bastò più: inizialmente prese in affitto un locale più spazioso in via Chanoux, poi – a prezzo di grandi sacrifici e tanti debiti – nel 1967 comperò un terreno dove costruì la nuova officina e l’abitazione per la famiglia, al numero 185 di via Chanoux, attività ora portata avanti con notevole volontà dai figli Paolo e Alberto.

Giovanni Pison sapeva farsi voler bene dai clienti: meticoloso e onesto, di carattere sempre cordiale, aperto e rispettoso con tutti, ha dedicato la sua intera vita al lavoro e alla famiglia. Aveva una passione autentica per il suo mestiere e non temeva la fatica. Oltre all’officina meccanica e al soccorso stradale, la sua attività offriva pure la vendita e il servizio di autonoleggio.

Da giovane era stato un ottimo calciatore nella squadra locale; più tardi, nei pochi momenti liberi, gli piaceva giocare qualche partita a carte con gli amici o leggere con attenzione i giornali.

Da circa un anno e mezzo la sua salute era andata gradualmente deteriorandosi, fino a un incidente in casa che gli ha provocato la rottura del femore: operato all’Ospedale “Umberto Parini”, non ha però più avuto la forza di riprendersi.

Ai funerali che sono stati celebrati mercoledì scorso, 21 ottobre, nella chiesa parrocchiale di Châtillon, in tantissimi hanno voluto portargli un ultimo saluto, così come molti sono stati coloro che in vari modi in questi giorni hanno fatto sentire la propria vicinanza alla famiglia.

Oltre alla moglie Ida Bassetto e ai figli Paolo e Alberto, lascia le nuore Cristina Servodidio e Carmen Abiuso e i nipoti Luca ed Egle Pison.