Dal giornale

GIUSEPPE FIORIUOMINI EX

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Nel 1960 Giuseppe Fiori incontra Antonio Sellitti, un amico di gioventù che durante la Seconda Guerra mondiale, in Jugoslavia, aveva disertato per andare a combattere con i partigiani di Tito. Dopo l’attentato a Togliatti del 1948, negli scontri che ne erano seguiti, Sellitti era stato accusato di concorso in omicidio ed era riparato in Cecoslovacchia. Era un destino comune per coloro che avevano partecipato a quella tragica stagione che Francesco Trento ha condensato in La guerra non era finita. Nel 1962 Fiori comincia i suoi viaggi a Praga sulle orme di questi fuoriusciti che in parte ruotavano intorno alla radio Oggi in Italia. I materiali raccolti rimasero inutilizzati fino al 1990 quando Aroldo Tolomei, rientrato in Italia, fu eletto senatore e incontrò Fiori a Casalecchio di Reno. In quel frangente Fiori non riuscì ad incontrare il comandante della “Volante Rossa” Giulio Paggio, che incontrerà poi nel 1991 all’Hotel Alcorn di Praga e la cui testimonianza avrà un forte impatto emotivo sull’autore di Uomini ex. Dati e testimonianze avrebbero potuto diventare uno saggio storico, ma Fiori preferì la strada di una più libera costruzione narrativa di una straordinaria intensità umana. Il romanzo è in prima persona e l’io narrante è proprio l’amico sardo Antonio Sellitti. La vita praghese che ci restituisce è tragica e umoristica allo stesso tempo, tra la radio, le domenica in balera, la Slovenky Dum ribattezzata «El pulverún» e poi il Chiappa in motocicletta vestito come un arpionatore di balene, il tenente Kid – alias Giulio Paggio – e poi ancora pane vrchní, birra e bruschette. Quando l’amnistia si avvicina si precipitano tutti a Praga «da miniere, altiforni, cantieri edili, fattorie di Teplice, Hradec Kràlove, Plze?, Ostrava, Olomuc, Brno…». Si erano messi in cammino, Aristide era vecchio e stanco e prese Martha sottobraccio e disse «mi ritrovo a essere soltanto l’uomo ex», cacciato dal partito come revisionista, cacciato dall’associazione giornalisti e infine anche dall’associazione dei cacciatori. «Ex in eterno. Sino a quando verrà un nuovo Einstein a svelarci che financo l’eternità è molto relativa… The end. Giù il sipario, compagno Baraldi. Ex totale.»