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LO SAPEVATE? BREXIT NON È UN GIOCO!

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LO SAPEVATE? BREXIT NON È UN GIOCO!E con questo fanno 100. Cento numeri di LFR… in francese si direbbe «ça s’arrose!». Ho in fresco una splendida bottiglia di Franciacorta e a tratti mi sono detto che oggi, forse, avrei avuto due motivi per stapparla. Il n.100 della rubrica e lo sventolio di un fazzoletto bianco sul molo per salutare la dipartita dell’impero britannico. Faccio parte di coloro che hanno vissuto con un misto di preoccupazione e di disgusto l’intera vicenda della Brexit tanto che alla fine ho pensato spesso a questo evento come ad una liberazione, come alla liberazione da una zavorra che tenta, da mezzo secolo, di affogarci tutti in allegra compagnia. Poi, alla fine, prevale ancora una volta la ragione e con essa lo sconforto. Uno sconforto che ha in questi giorni almeno tre matrici. La prima è la scomparsa di Jacques Chirac che ha portato con se un’importante riflessione sull’ampiezza dell’avversione al progetto europeo. Non in Italia dove si sono limitati a deplorevoli quanto inutili commemorazioni agiografiche. La seconda è il lugubre e oscuro intreccio tra il Russiagate americano e quello italo-leghista che ricorda i momenti più scuri della storia repubblicana. Due vicende con ampie ramificazioni in tutta l’estrema destra neo nazionalista e post-fascista, dalle Alpi alle piramidi e dal Manzanarre al Reno. L’ultimo è il romanzo di Jonathan Coe Middle England un libro da non mancare per capire quale frattura nella società porta con se questo nuovo bigotto conservatorismo. Avrò tutto il giorno per decidere il destino di quella bottiglia in frigo ma forse la stapperò come un gesto Resistente. Viva il numero 100..!!