Rinaldo Barmaz se ne è andato con il sorriso, un sorriso che lo ha accompagnato sempre nel corso della vita. Sabato scorso, 13 ottobre, aveva assistito dalle transenne al “Trophée Ville d’Aoste”, la finale regionale dei moudzon, ed era tornato a casa nella sua Elevaz pianificando la prossima uscita per la Regionale delle batailles di domani, domenica 21. Ma alla Croix-Noire Rinaldo Barmaz non ci sarà: se ne è andato nel sonno, nella notte tra sabato e domenica, e mercoledì 17 ottobre ai funerali c’era tutta la Valdigne che ama la campagna, arrivata a Pré-Saint-Didier per tributare un ultimo saluto a un uomo dal cuore grande e che non aveva mai saputo dire no a nessuno.
Rinaldo Barmaz era l’anima del villaggio di Elevaz, un pugno di case che si trova sulla strada regionale che porta a La Thuile. Era nato lì, il 9 febbraio del 1947, e proprio in questo angolo di paradiso era nata con lui l’enorme passione per le bovine. Gli piacevano le regine – inutile negarlo – però nella sua piccola stalla aveva tenuto anche le pezzate rosse, perché per Rinaldo l’allevamento delle mucche di razza valdostana non poteva prescindere da questo tipo di animale. Era molto legato al fratello Luigi, con il quale aveva lavorato da cantoniere per l’Anas. Sempre disponibile a dare una mano a chiunque – se c’era da tagliar legna o da fare i fieni – Rinaldo Barmaz è stato un personaggio di altri tempi, capace di andare d’accordo con tutti in qualsiasi situazione.
Rinaldo Barmaz lascia le nipoti Patrizia e Rosanna e l’amico di sempre Gianpiero Guizzetti.
