Il numero di specie vegetali sulle cime delle montagne valdostane ed europee sta crescendo e il trend appare in forte accelerazione. Negli ultimi 10 anni, il numero di specie è aumentato di 5 volte rispetto al periodo 1957-66. Mediante censimenti floristici su centinaia di montagne localizzate nei maggiori sistemi montuosi europei e riferiti ad un arco temporale di 145 anni è stato possibile evidenziare che tale accelerazione è dovuta al riscaldamento globale. Tutto ciò si è reso possibile grazie all’esistenza di una tradizione storica di studi sulla flora di alta quota, a partire dal 1870, a tal proposito si ricordano le ricerche condotte da Lino Vaccari in Valle d’Aosta ai primi del ‘900.
Questo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, è stato conseguito grazie ad una ricerca europea coordinata dal WSL-SLF di Davos con diversi partner. Per la VdA hanno collaborato ricercatori dell’ARPA Valle d’Aosta e il Parco Naturale Mont Avic e dell’Università degli Studi di Torino coinvolti nel progetto GLORIA (volto a stabilire gli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi alpini). Dal confronto tra censimenti eseguiti nel secolo scorso e censimenti più recenti, è emerso che la flora delle cime si è arricchita. L’aumento di piante sulle cime ha subìto un’accelerazione nel tempo, particolarmente pronunciata negli ultimi 20-30 anni: 50 anni fa (1957-1966) il numero di specie aumentava in media di 1 specie in 10 anni, mentre durante l’ultimo decennio (2007-2016) le montagne si sono arricchite mediamente di 5 specie. Ma il risultato più sorprendente, e allarmante allo stesso tempo, è che l’accelerazione nell’aumento di specie vegetali sulle cime è strettamente sincronizzata all’impennata delle temperature. Altri fattori, come le variazioni delle precipitazioni o delle deposizioni di azoto, che sono comprovata causa di alterazione della biosfera, non hanno dato un risultato così fortemente correlato e univoco in tutte le aree studiate, ma hanno evidenziato come la pressione dell’uomo sugli ambienti di montagna spesso ritenuti incontaminati sia diventata spiccatamente significativa.
