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UN’ESTATE IN MONTAGNA

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UN’ESTATE IN MONTAGNAEccoci nuovamente in estate. Come è ormai consuetudine, la rubrica Le Fil Rouge si trasforma anche quest’anno nella sua versione estiva. Una versione leggermente più agile, ma, soprattutto, anche quest’anno, interamente dedicata alla letteratura alpina. Come già avevamo avuto modo di ricordare lo scorso anno, le Alpi sono complesse e plurali per loro natura, per la loro storia, le lingue, le religioni, le culture, i modi di costruire e di abitare, per l’organizzazione sociale e familiare. Quest’anno abbiamo deciso di allargare ancora di più lo sguardo nel tentativo di cogliere, per quanto possibile, l’ampiezza di questa complessità. Lo faremo presentandovi otto autori e otto opere di narrativa e di saggistica. Una partizione dai confini incerti dove la narrativa spesso sconfina nel territorio della storia e delle scienze sociali e la saggistica si arricchisce di storie e di memorie. Lo scorso anno suggerivamo ai lettori altri percorsi oltre al campo della letteratura. Quest’anno muoveremo i primi passi in questa direzione. Per questo ho creduto opportuno coinvolgere uno storico che il pubblico valdostano conosce: Marco Cuaz, con il quale abbiamo scelto otto libri di otto diversi autori (non valdostani per evitare sospetti di conflitto di interesse) che, a nostro totalmente soggettivo e certo discutibilissimo parere, hanno dato negli ultimi anni un prezioso contributo alla conoscenza del mondo alpino. Nei prossimi otto numeri, con un ordine più o meno casuale, presenteremo le otto Nominations , nulla più di un gioco (anche perché non si vince niente, se non un pizzico di pubblicità, come quando ci si chiede tra colleghi quali libri ti sono piaciuti di più). Alla fine, nell’ultimo numero, attribuiremo il nostro piccolo Oscar, il libro che, a nostro parere, ha dato un contributo maggiore alla conoscenza del mondo alpino