Economia

Altri trentacinque contratti a termine non verranno rinnovati alla Cogne

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AOSTA (fci) Dall’inizio dell’anno alla Cogne Acciai Speciali i contratti a termine che, arrivati a scadenza alla fine di ogni mese, non venivano rinnovati erano stati poche unità. Ora i numeri hanno registrato un’improvvisa impennata: sono 35 i lavoratori che resteranno a casa, che si aggiungono ai 9 già non confermati nelle scorse settimane. I più colpiti dai mancati rinnovi dei contratti a termine sono i reparti produttivi dell’azienda e l’area a caldo. I sindacati temono che la riduzione della forza lavoro complessiva possa portare a un taglio dei turni e che, in particolare, a saltare possa essere quello notturno.

A metà giugno i vertici dell’acciaieria, controllata al 70 per cento dalla taiwanese Walsin Lihwa corporation, avevano annunciato il ricorso alla cassa integrazione per 750 lavoratori: conflitti e strategie protezionistiche statunitensi stanno mettendo a dura prova l’intera filiera siderurgica. Vi è grande preoccupazione anche per i contratti in scadenza ad agosto. La forza lavoro della Cogne a tempo determinato rappresenta circa l’8 per cento del totale.

Oggi il 10 per cento della produzione in Valle d’Aosta è destinato all’esportazione verso gli Stati Uniti, mentre il 23 per cento ha come sbocco il settore automotive, un comparto industriale da tempo in crisi.

Le ultime notizie sui 39 lavoratori «non rinnovati» sono una doccia non fredda, ma gelida per i sindacati metalmeccanici valdostani che in questi mesi sono impegnati in riunioni con i vertici della Cogne Acciai Speciali e con i lavoratori: «La situazione non migliora – si legge in una nota congiunta di Fim cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil VdA e Savt Met – anzi ogni riunione si conclude con l’amaro in bocca per le notizie che ci vengono comunicate. Il contesto purtroppo non è positivo neanche nelle altre aziende metalmeccaniche della Valle d’Aosta, ma la Cogne Acciai Speciali è l’unico stabilimento siderurgico della nostra regione intorno a cui ruotano 1500 lavoratori e la preoccupazione sul futuro di questa azienda, e inevitabilmente sui lavoratori, aumenta a macchia d’olio. E se alla non stabilizzazione dei contratti a tempo determinati si aggiunge il blocco degli investimenti già programmati per quest’anno, la preoccupazione cresce».

«È necessario – sottolineano – che tutti inizino a pensare seriamente a un piano industriale strutturato e che risponda in primis alle esigenze dei lavoratori, perché se malauguratamente continuasse questa emorragia di tagli del personale (ora i contratti a termine e domani chi lo sa a chi potrebbe toccare), non vorremmo neanche ipotizzare altre conseguenze ancora più allarmanti».

«Non vogliamo creare allarmismi sia chiaro, – proseguono i sindacati – ma la situazione non è per niente idilliaca e vorremmo non continuare a dover parlare di tagli su tagli, perché a furia di tagliare la coperta diventa sempre più corta e a pagare il prezzo più alto saranno le lavoratrici e i lavoratori della Cogne Acciai Speciali. Vorremmo evitare situazioni spiacevoli, mettendo in campo tutte le forze a nostra disposizione, perché da soli diventa difficile, se non impossibile, trovare una soluzione che sia giusta ed equa per tutte le lavoratrici e i lavoratori». In conclusione, affermano i sindacati: «Capiamo le esigenze legate al guadagno e al mercato da parte della Cogne Acciai Speciali, ma su una cosa non trascendiamo e cioè che prima di tutto vengono le persone, quindi i lavoratori e le lavoratrici».