Fuori Valle

Per tre giorni il Carnevale ha portato allegria in paese. I personaggi principali sono stati intepretati da Andrea Saias e Costanza Romanini

A Quincinetto è rivissuta la leggenda di Napoleone e Catlinin

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Un momento delle sfilate a Quincinetto
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QUINCINETTO (ttm) Si è chiusa la 43esima edizione del Carnevale di Quincinetto, organizzato dal Comune, dalla Pro Loco e dai coscritti del 2007. La “tre giorni” carnascialesca iniziata sabato scorso, 8 marzo, ha visto l’uscita dei personaggi dal balcone del Municipio e la fiaccolata per le vie del paese, accompagnata dal gruppo dei Pifferi e Tamburi dell’Olmetto. A seguire il ballo in maschera con l’orchestra Acquamarina all’auditorium Dante Conrero. Domenica dopo la Messa sono stati benedetti e distribuiti i fagioli grassi, con la presenza dei personaggi storici. Nel pomeriggio la tradizionale sfilata da piazzetta San Rocco, con l’accompagnamento della Filarmonica Aurora di Quincinetto e dei Pifferi e Tamburi dell’Olmetto e in serata l’intrattenimento musicale con Michela La Voce all’auditorium. Ha chiuso gli eventi del Carnevale quincinettese nella serata di ieri, venerdì 14 marzo, la tradizionale cena a base di polenta e merluzzo all’auditorium con l’orchestra Michela La Voce & La Band.

«Dal terzo anno a questa parte – commenta l’assessore Erina Patti – la storia del Carnevale di Quincinetto è presentata dai bambini del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze frequentanti la quinta elementare, che hanno letto dal balcone del Municipio il racconto tradizionale che lega Napoleone Bonaparte alla giovane Catlinin, figure principali del nostro Carnevale». Andrea Saias e Costanza Romanini hanno rivestito i panni di Napoleone e di Catlinin, rievocando il leggendario episodio (comprovato però da alcune documentazioni d’archivio) dell’innamoramento del condottiero francese, di passaggio nella piccola comunità canavesana durante la discesa in Italia col suo esercito del 1800, colto da colpo di fulmine per la bella Catlinin, una giovane fanciulla del posto, forse originaria dei villaggi a monte, che univa una fresca bellezza a una sopraffina capacità culinaria (esperta nella preparazione di miasse e fagioli grassi), rappresentante praticamente ogni virtù tradizionale della cultura popolare quincinettese. Le Piccole Damigelle erano Marta Zingale, Michela Patti, Camilla Vigliano e Matilde Giacalone, il Piccolo Ufficiale Leonardo Vigliano, i contadini Simone Berbeglia e Damiano Morello, le Guardie Jacopo Vigliano, Francesco Ciappa, Alex Giacalone, Eugenio Bresciano, Lorenzo Zanini, Pietro Mottafrè ed Enea Bonanno, le Damigelle Sophie Vout, Sofia Frezzato, Asia Bertucci, Gaia Enrietti, Giulia Olmi e Chiara Pipino.