BORGOFRANCO D’IVREA (ttm) Un’importante iniziativa di valorizzazione del Canavese è stata ufficializzata durante la conferenza stampa avvenuta a Roma, nella Sala dei Deputati, mercoledì 5 febbraio scorso, tramite la quale si è sancita l’iscrizione nel Registro Nazionale dei Paesaggi Storici dei “Paesaggi Terrazzati Viticoli e Agricoli del Canavese”, che sono così diventati a tutti gli effetti patrimonio nazionale.
L’evento è stato organizzato dall’onorevole Alessandro Giglio Vigna assieme a Cristina Del Tutto, direttrice di Radio Parlamentare Percorso Consapevole, alla presenza del progettista agronomo Enrico Pomatto, di Marco Devecchi del Centro Studi per lo Sviluppo Rurale della Collina dell’Università di Torino, del presidente della Commissione Attività Produttive Commercio e Turismo Alberto Gusmeroli, del presidente della Commissione Agricoltura Mirco Carloni e del sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste Luigi D’Eramo.
Erano presenti anche – oltre ai sindaci di Borgofranco Fausto Francisca, di Carema Flavio Peretto, di Nomaglio Ellade Peller e di Settimo Vittone Ivo Peretto (che è anche presidente dell’Unione montana Mombarone) – il produttore di vino Adriano Giovanetto, il dirigente della presidenza del Consiglio dei Ministri Giuseppe Rao e molti produttori, ricercatori e portatori di interesse del mercato estero dei vini.
Il Paesaggio Terrazzato Viticolo e Agricolo del Mombarone, primo e unico in Piemonte, va ad aggiungersi agli altri 31 paesaggi italiani peculiari, tra cui quello dei terrazzamenti delle Cinque Terre, della Valpolicella, della Valtellina e di Amalfi.
«In sostanza – commenta il sindaco di Borgofranco Fausto Francisca – questo riconoscimento nazionale testimonia che la storia e la cultura della nostra terra hanno raccolto l’apprezzamento per l’impegno e l’ingegno dei nostri agricoltori, che per anni hanno lavorato con fatiche incommensurabili. Questi sistemi agricoli tradizionali ed eroici producono frutti di grande qualità, non solo quelli già riconosciuti a livello internazionale, come il vino Carema, ma anche il Nebbiolo di ‘Ngabamondo l’Erbaluce di Montebuono, e tanti altri dei nuovi produttori che si stanno affacciando sul mercato».
«La valorizzazione di questi vini d’eccellenza – continua Fausto Francisca – e la promozione dei nostri paesaggi, terrazzamenti e Balmetti, oggi diventati patrimonio nazionale, possono generare nuove opportunità di sviluppo per le comunità locali, favorendo il turismo sostenibile e creando soprattutto nuovi posti di lavoro».
Gli fa eco l’onorevole Alessandro Giglio Vigna: «Si tratta di un importante riconoscimento ministeriale, ottenuto grazie a chi ha tecnicamente portato avanti il progetto e ai viticoltori del Canavese. Faccio a tutti i complimenti per questo risultato e per questo momento tutto canavesano a Roma».
Michele Tetro

