Fuori Valle

Il Canavese flagellato dal maltempo tra frane, allagamenti e traffico in tilt: si contano i danni

7 minuti di lettura

BORGOFRANCO D’IVREA (ttm) E’ stato un fine settimana di Pasqua in cui nel Canavese si sono dovuti fare i conti dei danni lasciati dall’evento alluvionale che ha messo in ginocchio il Piemonte e la Valle d’Aosta: piogge torrenziali hanno scaricato sul territorio un volume d’acqua che ha provocato ovunque smottamenti, frane, allagamenti di campi e abitazioni, esondazione di fiumi e corsi d’acqua (a Chiaverano, Andrate e Borfofranco), piccoli comuni montani isolati, strade bloccate e congestioni del flusso di traffico pesante dirottato dall’autostrada A5 chiusa (per precauzione in merito ai movimenti del fronte franoso in località Chiappetti di Quincinetto) alla provinciale che attraversa i paesi, con le ovvie conseguenze.

Su tutto il territorio interessato dall’allerta meteo si sono messi in azione, anche durante le giornate di festa pasquale, personale e mezzi della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, supportati dai volontari del Corpo dell’Aib e di quelli delle Croce Rossa, per un totale di quasi 2.500 persone attive per garantire la sicurezza e il primo soccorso alle comunità più colpite dal fenomeno alluvionale, di gran lunga superiore a ogni media stagionale in fatto di millimetri di pioggia precipitati e registrati dai pluviometri (circa 330 millimetri di acqua solo tra Borgofranco e Tavagnasco, la pioggia di 2 mesi in meno di 24 ore).

Borgofranco d’Ivrea: disagi per i tir nel centro del paese
Per tutta la durata dell’ondata di maltempo, il Comune di Borgofranco d’Ivrea ha costantemente monitorato il suo circondario, sin dalle prime avvisaglie d’emergenza meteorologica e per tutta l’evoluzione dell’evento.

E’ stata così offerta pronta informazione fotografica in rete, sulle pagine social e in tempo reale per tenere aggiornati enti, organizzazioni e cittadini sulla situazione, indicando aree a rischio, strade ostruite da frane o invase da alberi abbattuti, zone interessate da esondazione di rii o torrenti, carreggiate oggetto di smottamenti del terreno.

«Abbiamo subito istituito un centro operativo comunale per mettere in atto, in accordo con la Protezione Civile e atri enti preposti, tutte le indicazioni previste per l’emergenza meteo. – spiega il sindaco Fausto Francisca – Un aggiornamento continuo che ha evitato l’insorgere di gravi situazioni, prevedibili in questi casi, e permesso l’avvio del piano di Protezione Civile comunale».

Per Borgofranco le emergenze più rilevanti sono state in località Ivozio e nell’area delle ex acque minerali, con allagamenti di case e abitazioni, e la chiusura di diverse strade, invase da acqua e rami abbattuti (l’autostrada da Scarmagno a Pont-Saint-Martin, le provinciali per Andrate, Nomaglio, dove è esondato il rio Bienca, la provinciale Banchette-Lessolo in zona Salerano).

Soprattutto, si è immancabilmente posto il problema della deviazione del traffico pesante di Tir sulla Statale 26, attraverso il centro storico del paese, dovuto alla chiusura dell’autostrada, un problema da sempre paventato e posto in primo piano dalla Giunta Francisca, che da anni chiede risoluzioni drastiche al riguardo.

L’invasione di mezzi pesanti nella giornata di venerdì, con vari blocchi di traffico, ha avuto gravi ripercussioni anche sul flusso veicolare di Ivrea, paralizzandolo e inducendo il sindaco Matteo Chiantore a prendere posizione, in accordo con i primi cittadini dei Comuni circostanti il capoluogo eporediese, facendo propria la battaglia da anni intrapresa dal sindaco Fausto Francisca.

Quincinetto: “picco abnorme” nei movimenti franosi
Eventi meteorologici con forti piogge hanno sempre fatto preoccupare Quincinetto proprio a causa della frana che incombe sull’Autostrada A5 Torino-Aosta (che insiste sul tratto tra Quincinetto e Pont Saint Martin).

L’allarme per la caduta di materiale roccioso dal declivio montano era scattato giovedì, inducendo alla chiusura dell’arteria e generando immediatamente lunghissime code di vetture fino in tarda serata e con tempi di percorrenza di 3 o 4 ore per uscire dalla Valle d’Aosta.

«Fortunatamente l’allarme è rientrato in tarda mattinata del sabato pre-pasquale. – commentato il sindaco Angelo Canale Clapetto. – Ma sul momento i movimenti franosi avevano fatto registrare un picco abnorme, accelerando nelle loro dinamiche, che solo il miglioramento del tempo nel fine settimana di Pasqua ha contribuito a far rientrare nei margini di sicurezza, che speriamo permangano a fronte di eventuali altre perturbazioni meteo».

L’evento alluvionale dei giorni scorsi riporta con impellente urgenza l’esigenza di attuazione dei lavori di messa in sicurezza del versante montuoso, che oggi comprendono 2 cantieri attivi lungo l’autostrade: uno per la costruzione del vallo di contenimento di 360 metri e un altro, di gestione comunale, per la creazione di una “zona materasso”, che agisca come barriera per la caduta di massi, per la quale occorre ancora provvedere alla piantumazione di alberi.

A ultimazione di queste opere di sicurezza, si dovrà definitivamente risolvere il problema dei 2 giganteschi blocchi rocciosi incombenti dall’alto del versante montano, probabilmente facendoli brillare.

Carema: smottamenti lungo la strada del Maletto
Attimi di apprensione hanno vissuto, nei 2 giorni di massima emergenza, gli abitanti della case sui terrazzamenti e tra le vigne sopra Carema, quando una faglia d’acqua sotterranea è sfociata all’esterno della montagna, provocando crollo di massi e detriti, nonché un flusso d’acqua che si è riversato verso il basso, trascinando materiale vario.

La presenza di massi instabili ha inoltre costretto alcuni residenti a evacuare dalle loro abitazioni. La zona interessata dagli smottamenti è quella a monte della strada del Maletto, dove una trentina di metri della carreggiata è stata spazzata via.

«Causa di questo disastro – illustra il sindaco Fabio Peretto – è stata una sorgiva nel versante iperalimentata dalla pioggia, che si è gonfiata tracimando e portando via tutto. Pare non sia una diramazione del rio Bottero: il fatto che non si sia ancora certi da dove nasca implica un problema per la sua ricanalizzazione».

La famiglia Clerino ha spontaneamente deciso di trasferirsi per sicurezza, avendo anche la strada sotto la propria abitazione invasa dal fango, e altre famiglie, per il crollo sull’arteria del Maletto, si sono trovate isolate a 700 metri di quota, fortunatamente non in emergenza di viveri e in attesa di ripristinare un collegamento verso Settimo Vittone.

Ora bisogna trovare un modo di canalizzare l’acqua scaturita dalla sorgiva pulendo i resti della muratura rimasta e dirottandola lungo la strada, sperando in un suo esaurimento e nel miglioramento del tempo.

Scomparso e ritrovato Marco Morello a Tavagnasco
Un’ordinanza emessa dal Comune di Tavagnasco aveva decretato la chiusura del transito pedonale e veicolare sulla strada delle Costignole lungo tutto il suo tratto per gli smottamenti e le frane occorse, che andavano ad aggiungersi agli allagamenti di abitazioni, stalle e ricoveri per animali in regione Cascine e di Borca, difficoltà nel gestire il deflusso delle acque a causa delle ostruzioni nei canali.

Le zone delle Briglie sul Liva e alle prese dell’acquedotto sono state tenute sotto costante monitoraggio, con l’aiuto di volontari e cittadini che non hanno mancato di condividere le informazioni necessarie, organizzandosi assieme alla Città Metropolitana con i suoi cantonieri, Regione Piemonte, Protezione Civile Regionale, Comuni limitrofi e centro operativo.

Ma a rendere drammatica la situazione generale è stata la scomparsa dell’ex campione di corsa Marco Morello (6 volte vincitore della storica gara Tavagnasco-Santa Maria Maddalena dei Piani, personaggio conosciutissimo e molto amato dalla comunità), allontanatosi da casa senza avvisare i familiari dopo l’ondata di maltempo.

Da quel momento si erano perse le sue tracce e non vi era stata più comunicazione alcuna con lui, forse colto da un momento di smarrimento o da uno stato confusionale. Subito è scattato l’immediato meccanismo dei soccorsi e della solidarietà, con ben 30 volontari del paese impegnati nella sua ricerca, assieme ai Carabinieri della Stazione di Settimo Vittone, alla Croce Rossa di Settimo Vittone, all’Aib Borgofranco, alle unità cinofile e alle squadre di Quassolo.

Fortunatamente il pensionato è stato ritrovato, dopo diverse ore, in un bosco, ferito e in stato di confusione ma cosciente, immediatamente ricoverato all’ospedale di Ivrea per gli accertamenti del caso.

«Ringraziamo tutti coloro che si sono operati nella ricerca, abbiamo davvero tirato un sospiro di sollievo» dichiara il sindaco Moreno Nicoletta.

La fine dell’emergenza
Nei giorni di Pasqua l’emergenza sul territorio era per lo più rientrata ma occorrerà del tempo per stimare l’entità dei danni registrati nei campi, tra le coltivazioni, lungo le strade dissestate o colpite da frane e smottamenti, e nelle case allagate.

Michele Tetro