NOMAGLIO (ttm) La presentazione del Rapporto sulla Montagna 2025 – tenutasi a Nomaglio venerdì 25 luglio scorso – è stata l’occasione per riportare l’attenzione sull’importanza di fare sistema per risolvere le problematiche territoriali dei piccoli Comuni montani. Di fatto, si è perorato una collaborazione tra l’Unione montana Mombarone (che comprende i Comuni di Nomaglio, Andrate, Carema e Settimo Vittone) e l’Unione Dora Baltea (che comprende i Comuni di Quincinetto, Tavagnasco e Quassolo), nate dalla soppressione della Comunità montana Dora Baltea Canavesana.
«Per risolvere le criticità dei nostri Comuni – evidenzia Ellade Peller, sindaca di Nomaglio – è necessario un supporto alle amministrazioni che porti a una migliore gestione delle funzioni, così da ottimizzare le risorse, specializzare il personale e, ovviamente, dare ai cittadini migliori servizi».
Il problema più grave è quello dello spopolamento e della decrescita demografica, unitamente all’impossibilità di attirare persone, cosa possibile solo con un’ottimizzazione di servizi in aiuto alla residenzialità delle famiglie. I dati parlano chiaro: in 15 anni Nomaglio è passato da 334 a 273 unità, perdendo il 18% dei residenti, Andrate è arretrato da 476 a 467 unità, Quassolo da 399 a 330, Tavagnasco da 821 a 746. In aggiunta, e anche a causa di ciò, sono scomparsi negozi, uffici postali, ambulatori medici, scuole.
«I Comuni devono fare sinergia per poter offrire i servizi di base. – continua Ellade Peller – Il percorso da seguire, quindi, è quello di mettere insieme le due Unioni, di farne una sola, garantendo l’unitarietà di intenti». Uno scenario che toccherebbe in modo positivo anche il controllo del territorio forestale contro il dissesto idrogeologico e un migliore utilizzo della filiera.


