GIGNOD (qdn) «Ora possiamo pensare con serenità alle prossime elezioni e alla campagna elettorale». C’è sollievo nelle parole della sindaca di Gignod Gabriella Farcoz e il motivo è comprensibile: il suo Comune – così come quello di Oyace – ha evitato il commissariamento. Il Tar della Valle d’Aosta ha accolto, infatti, i ricorsi presentati a seguito dell’esclusione delle due liste per vizi formali nei documenti depositati.
Nel caso di Gignod, in particolare, la Commissione elettorale circondariale di Aosta aveva ricusato la lista rilevando che i fogli con le firme dei sottoscrittori non erano rilegati inseme a quelli con il contrassegno. Entro la scadenza dei termini i ricorrenti avevano integrato la documentazione con un nuovo modello in formato A3 con il simbolo, i dati dei candidati e 17 firme autenticate, numero superiore al minimo richiesto. «Il Tribunale ha guardato alla sostanza e ha riconosciuto che, con quell’integrazione, era stato posto rimedio a un errore che ritengo molto banale. – commenta Gabriella Farcoz – D’altra parte esiste una sentenza del Consiglio di Stato che attesta la legittimità dell’integrazione e della correzione della documentazione prima della scadenza dei termini. I giudici hanno sicuramente anche riflettuto sul fatto che la conseguenza di un rigetto del ricorso sarebbe stato il commissariamento, con tutto ciò che di negativo avrebbe comportato per il Comune».
Per quanto riguarda Oyace, la lista era stata esclusa per l’assenza del contrassegno grafico sul modulo delle firme. I giudici amministrativi hanno però ritenuto che la descrizione del contrassegno – unita all’indicazione puntuale dei candidati, alla presenza di un’unica lista e alla partecipazione con lo stesso simbolo alle precedenti elezioni – garantisse comunque la consapevolezza dei sottoscrittori. Sottoscrittori che – tra l’altro – avevano presentato un proprio ricorso al Tar, che ha “rafforzato” quello presentato dalla lista guidata dalla sindaca uscente Stefania Clos.
«Non osavo neanche immaginare un esito diverso. – dichiara Stefania Clos – In tribunale ha vinto la democrazia perché in questo modo si dà a una comunità la possibilità di andare al voto. Se si fosse estromessa l’unica lista in corsa, questa possibilità non ci sarebbe stata e la comunità ne sarebbe stata penalizzata. Il ricorso da parte nostra era un atto dovuto. Soprattutto, mi pesava per gli altri componenti della lista, in particolare per chi si è messo in gioco per la prima volta e che, per un episodio del genere, rischiava di demotivarsi. Dopo la riammissione della lista siamo partiti con la campagna elettorale sui social e giovedì 11 settembre alle 20.45 al Ristorante La Tour avremo un incontro pubblico con la popolazione».
Solo un brutto spavento senza nessuna conseguenza, quindi? Non proprio, come fa notare la sindaca di Gignod Gabriella Farcoz: «Il ricorso, costato 15mila euro, è a carico dei candidati e non del Comune».


