Gran San Bernardo

“La Consortiale” di Gignod, una rara targa racconta una storia poco nota

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GIGNOD (mm4) Nei giorni scorsi, affissa su un antico fabbricato di Rovin a Gignod, è stata recuperata una rarissima targa in metallo de “La Consortiale – Assurance Incendie – Gignod”, un reperto che racconta una pagina di storia della Valle d’Aosta poco conosciuta eppure di grande interesse.

E’ una storia iniziata agli inizi del Novecento e concretizzata il 1° aprile del 1907 dalla costituzione della “Consortiale Societé Anonyme Mutuelle Cooperative contre l’Incendie de Gignod”. Una compagnia assicurativa totalmente valdostana, anzi dei paesi della Valle del Gran San Bernardo e della Valpelline, visto che i primi 100 azionionisti erano 44 di Gignod, 23 di Allein, 14 di Doues ed i restanti degli altri Comuni della Valle del Buthier come si scriveva allora.

Il consiglio di amministrazione della neonata società era composto da Auguste Martinaz, Jules Grimod e Edouard Coquillard di Gignod, Alexis Ansermin di Valpelline, François Rosset di Roisan, Sigismond Favre di Oyace, Benonin Glassier di Ollomont, Etienne Devoix e Alexis Arbaney di Doues, Joseph Robbin, Emile Cerise e Antoine Cerise di Allein, Jean Godioz di Etroubles, Martin Barmette di Saint-Oyen e Jean Rhémy Farinet di Bosses.

“La Consortiale” di Gignod iniziò ad operare dal 20 febbraio 1908 e si poneva senza mezzi termini come antagonista laica de “La Valdotaine”, la prima compagnia di assicurazioni contro gli incendi a carattere regionale, fondata e gestita dal clero valdostano.

Gli incendi e la tutela delle proprietà contro il fuoco erano infatti una delle grandi preoccupazioni dei nostri antenati e delle comunità, tanto che i parroci – in particolare l’abbé Joseph-Marie Henry – si fecero promotori in Valle d’Aosta della creazione delle prime cooperative di assicurazione, un’esperienza unica studiata ed approfondita da Marcello Omezzoli nella sua affascinante ricerca pubblicata da Le Chateau.

La prima a venire costituita fu – proprio nel paese di nascita dell’abbé Henry – “L’Union de Courmayeur” nel marzo del 1899 con presidente Laurent Bareux, poi nel dicembre del 1899 nacque “La Sallereintze” presieduta da Augustin Vailler, nel marzo del 1900 “La Saint-Nicolareintze” con presidente Pacifique Lavy, nell’aprile del 1900 “La Thuileintze”, nel maggio 1900 “La Saint-Pierroleintze” e nel 1901 “La Thermale” di Pré-Saint-Didier.

A queste organizzazioni assicurative, tutte di ispirazione clericale, si contrappose – fortemente osteggiata dal milieu cattolico – “La Consortiale” di Gignod, che come ha scritto Marcello Omezzoli: «Si prefiggeva di allargare le operazioni a tutto il territorio del Circondario facendo leva sui sentimenti di patriottismo e di solidarietà dei valdostani, nella prospettiva di acquisire aderenti in quella fascia di utenza sinceramente laica o più semplicemente insofferente nei confronti del clero e della sua diffusa ingerenza nel settore puramente economico».

Edouard Coquillard fu il primo presidente, con segretario direttore Pierre-Joseph Diémoz. Nel 1925 Cyprien Fassin subentrò a Coquillard e Pantaléon Avantey a Diémoz, che successivamente lasciò il posto da segretario ad Eligio Deffeyes. Nel 1934 il regio decreto del 12 luglio stabilì che le compagnie di assicurazione dovevano avere un capitale minimo di 4 milioni di lire, la metà dei quali versati nelle casse dello Stato.

In difetto avrebbero dovuto cessare l’attività fondendosi con altre compagnie oppure cedendo il proprio portafoglio clienti. In quella data La Consortiale di Gignod si presentava come una società solida, con oltre 500 contratti in essere, ma chiudere alla vigilia di Natale del 1935, quindi esattamente 90 anni fa.

Quello stesso giorno sparì anche “L’Union de Courmayeur”, l’unica delle piccole società cooperative sopravvissuta nel tempo, con 140 assicurati nel 1934.

De “La Valdotaine” (che nel 1908 aveva incorporato “La Thermale” e nel 1924 “La Sallereintze) sappiamo che le sue 4.500 polizze in essere nel 1935 vennero trasferite alla sede aostana della Reale Mutua, che le gestì separatamente fino agli anni Ottanta del Novecento.

Come è facile comprendere la rarità della targa de “La Consortiale” esposta su di un fabbricato della valle del Buthier risiede nel fatto che dal 1935 chi possedeva un contratto di assicurazione contro gli incendi dovette per forza cambiare compagnia e quindi sostituire l’insegna, che attestava il pagamento del premio e la cui esposizione pubblica era obbligatoria.

Pertanto quasi tutte le targhe de “La Consortiale” andarono perdute. Molto ricercate dal mercato collezionistico erano stampate su lamiera nera in 2 versioni identiche nelle diciture, ma con scritte argentate o dorate.

La targa recuperata a Rovin è rimasta nascosta per decenni sotto i travi del fienile che fino a pochi anni fa attraversava la strada comunale e che è stato demolito per facilitare la circolazione. Così ha potuto salvarsi dalla dispersione e grazie alla disponibilità della proprietaria del fabbricato Vilma Villot, insegnante ed ex direttrice dell’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea, è stata pulita e restaurata, restituendo a distanza di oltre un secolo ancora leggibili le parole ed i simboli di solidarietà che avevano animato nel 1907 ben 100 persone a dare vita ad una storica esperienza di associazionismo nel comprensorio della Valle del Buthier.