SAINT-RHÉMY-EN-BOSSES (btb) Domenica scorsa, 6 luglio, in anticipo di 21 giorni rispetto al 2024, ha riaperto per la seconda stagione il “Museo 2.472”, cioè l’esposizione delle moto da Gran Premio nei locali dell’ex caserma del colle del Gran San Bernardo. L’idea di Bruno Fegatelli, grande appassionato di mezzi d’epoca e titolare della De Bosses, marchio leader sul mercato per il famoso jambon, si era concretizzata nel 2024 grazie al Comune di Saint-Rhémy-en-Bosses e quindi quest’anno si consolida, dopo i risultati lusinghieri in termini di visitatori, soprattutto stranieri, più attenti alla storia del motociclismo agonistico di alto livello.
Nel 2024 l’ex caserma, che comprende anche l’ufficio turistico, aveva ospitato 4 moto partecipanti a Gran Premi dagli anni Sessanta ai Duemila. Altre 3 erano state esposte nel vicino Albergo Italia, nel ristorante Le vieux bourg a Etroubles e nel castello di Bosses, dove all’ingresso ad accogliere i visitatori era una moto da gara di Max Biaggi. Da domenica scorsa si ripete la stessa impostazione. Nello spazio ufficiale del colle sono posizionate nelle teche la Triumph Trident Rob North del 1973 portata in gara da Angelo Raddrizzani, la Kreidler 50 Ulm del 1974 sempre da Gran Premio, la Gazzaniga 125 del 1988 esemplare unico condotta nel Motomondiale da Maurizio Vitali e la Moto2 Mistral 610 dell’australiano campione mondiale Rémy Gardner utilizzata nel 2018.
Nelle sale dell’Albergo Italia viene presentata la Yamaha 3AK 250 del 1998, senza carenatura per essere ammirata nella sua essenzialità, mentre a Le vieux bourg di Etroubles è la Ducati 996 Superstock, con l’Aprilia 125 di Kazuto Sakata del Campionato del Mondo 1994 posizionata al castello di Bosses.


