Analista politico, l’aostana Isabella Sala
è l’autrice di questa rubrica
La Valle d’Aosta si prepara alle elezioni, in un clima più che mai concitato, poco dialettico, confuso e caotico. Mentre tutto sembra sospeso, tra la ricerca di candidature, i litigi per trovare l’equilibrio tra le politiche interne, le parole grosse verso gli avversari, dal ring della politica arriva come sempre uno spettacolo poco edificante. Il gioco è quello e ci sta: farsi eleggere non è una passeggiata, farsi ascoltare da un cittadino confuso, distratto e anche disamorato è un’impresa; ma come in tutti i rapporti umani, urlare non serve mai. Chi lavora, ha lavorato o ha intenzione di lavorare dovrebbe dimostrarlo con molti fatti e qualche parola a sottolineatura.
E soprattutto, anche se ci troviamo in periodo elettorale, la macchina governativa non dovrebbe fermarsi, né dovrebbe rallentare e nemmeno distrarsi. Invece ci troviamo un parterre di punti che restano sospesi, oltre che interrogativi, come il tema dei Vigili del Fuoco, una di quelle professioni salvifiche, che come sempre, come abbiamo fatto per i medici, maltrattiamo senza motivo: due disegni di legge sospesi, che riguardano la vita e la dignità di molte persone, in una regione che ha deciso l’autonomia anche su questo tema, e poi non sembra in grado di gestirla. Problemi di personale e di strutture che sono stati rimandati per anni e a questo punto, visto l’ennesimo rinvio, verranno trattati a data da destinarsi.
Torniamo poi ai vaccini, che tanto preoccupano gli allevatori: stanno arrivando, con un ritardo inspiegabile e dovrebbero essere somministrati, fornendo di fatto una copertura agli animali dal mese di settembre visti che si prevedono gli abbattimenti ancora 28 giorni dopo il vaccino; nel frattempo non resta che sperare che l’epidemia venga scongiurata e non ampliata, altrimenti sarebbe un disastro. Il ritardo? Visto che da giugno sono partiti i focolai e siamo al 9 di agosto?
Abbiamo poi ad Aosta sul piatto il tema multe non consegnate e spazzatura non capita, mal studiata, poco comunicata. Incontro persone ancora oggi, ad agosto, che non sanno di avere un numero massimo di conferimenti e che quindi pagheranno per quest’anno delle cifre spropositate di Tarip. E come si sa, quando la comunicazione non arriva bene è colpa di chi comunica, quasi mai chi ascolta. Autonomia responsabile ed eccellenza non devono restare solo parole.