Analista politico, l’aostana Isabella Sala
è l’autrice di questa rubrica
Sono molto contenta che per una volta la politica e le amministrazioni locali decidano di ascoltare le esigenze dei cittadini. Mi entusiasma perciò cominciare l’anno nuovo con ottimismo potendo dire che dopo mesi, anzi anni, di lamentele riguardo ai trasporti valdostani, finalmente si possa vedere uno spiraglio. Dopo avere constatato, di persona, attraverso le innumerevoli mail e testimonianze di residenti e turisti, quanto sia complesso e poco competitivo l’accesso alla Valle d’Aosta, finalmente arriva una buona notizia.
Capire il disagio di chi fa il pendolare tra l’alta valle e la bassa o tra la nostra regione e il Piemonte, che ha bisogno di un trasporto fluente, alla portata di ogni tasca, ecocompatibile con le politiche green ed efficiente è un passo importante, fondante del benessere del valdostano. Rendersi conto che agevolare il turismo comincia proprio dal rendere accessibile la valle alpina, attraverso un’accoglienza fatta di costi il più possibile contenuti è fondamentale per l’economia valdostana.
Per questo leggo che le 2 tratte valdostane autostradali di competenza SAV e RAV (quindi a gestione tutta valdostana) – che ricordo sono l’unico accesso alla regione, visto che i trasporti aerei sono in fase di studio e quelli ferroviari in lenta ristrutturazione, da Quincinetto ad Aosta e da Aosta al Monte Bianco – hanno appena subito, con l’arrivo del 2026, un aumento dell’1,5 per cento. Sono le tratte che già rappresentavano il record di costi per chilometro, che già rappresentavano uno scandalo visti i disagi che l’utente spesso subisce – per traffico e per corsie occupate da continui lavori – visto che si tratta di una scelta obbligata dalla mancanza di alternative…
Un piccolo adeguamento, si dirà, che però molti hanno avuto la forza e la lungimiranza di non propinare all’utente, come si legge ad esempio nel comunicato emanato con fierezza da Autostrade Alto Adriatico che sottolinea come “i pedaggi sulla rete di propria competenza sono invariati dal 2018, quando si verificò l’ultimo incremento contenuto pari all’1,88 per cento”.
Un piccolo gesto, pur sempre un gesto…ma contromano! Chapeau!