QUART (btb) Non si fermava mai Alfredo Collé, girava e girava nei suoi magazzini, a volte seduto sul muletto, il più delle volte spostandosi sulle proprie gambe, quelle gambe che aveva rischiato di perdere dopo un gravissimo incidente sul lavoro.
Era precipitato durante la costruzione di un tetto e le macerie lo avevano colpito fratturandogli le gambe e per due anni non aveva potuto camminare. Con una forza d’animo non comune e con l’aiuto della moglie Enrica Damarino e dell’affezionato fratello Bruno era riuscito a guardare avanti, come aveva sempre fatto.
Nato il 5 settembre 1933 alla Montagne di Quart, nel villaggio di Cretallaz, figlio di Cesare e di Anselmina Demaz, Alfredo Collé era cresciuto nei terrazzi alti, insieme a Bruno, più vecchio di un solo anno. Lassù erano tutti contadini, appassionati di reines e di alpeggi. Per lui il primo viaggio fu il servizio militare a Bra negli alpini, quindi il ritorno a casa ed i primi lavoretti, con Bruno, per ristrutturare la casa di famiglia a Cretallaz.
Qui trovarono murato un cofanetto con i documenti della storia dei Collé, risalenti addirittura all’inizio del 1500 a conferma della presenza della loro famiglia in quei luoghi da più di 500 anni. Radici importanti per Alfredo, che prese per moglie nel 1957 appunto una donna della Montagne, Enrica Damarino, che gli donò 3 figli, Cesarino nel 1958, Carlo nel 1962 e Renata nel 1963.
Agli inizi degli anni Sessanta Alfredo Collé si associò con il cognato Paolo Bionaz, marito di Pierina Damarino, in una piccola impresa edile poi arrivò il grave incidente. All’epoca Pierina e Paolo erano i proprietari del Bar Ponte Nuovo, di fronte alla Casa Rossa, e l’altro cognato Batezar Desandré di Roisan era macellaio davanti alla cappella di San Rocco, sempre nel quartiere del Ponte di Pietra.
Furono loro a spingerlo a rilevare nel 1969 il vicino mulino, ormai tra gli ultimi di Aosta, gestito dall’anziano Antonio Cortese ed alimentato dal canale con le acque del Buthier, a fianco a corso Ivrea sull’altro lato della casa che ospitava la storica panetteria delle sorelle Lagna Fietta. Utilizzando 2 macine in pietra mosse dalle turbine Pelton, Alfredo ed Enrica iniziarono a produrre la loro farina, destinata anche agli allevatori per l’alimentazione dei bovini.
Così quando chiuse il negozio di cicli Antrosio all’angolo del palazzo dell’Agraria in piazza Arco d’Augusto, loro subentrano e nacque l’embrione dell’Agricenter, poi trasferito a Borgnalle e quindi dal 2003 nel capannone di proprietà alla Croix Noire.
Con Enrica a seguire da vicino i clienti, Alfredo si occupava maggiormente della gestione dei magazzini e delle consegne. Memore dei suoi trascorsi come giocatore di tsan a La Montagne e giovane allevatore seguiva con assiduità gli eventi, come le batailles de reines, sempre in compagnia del fratello Bruno, oppure la foire de Saint Ours, visto che la scultura su legno lo aveva sempre affascinato, tanto da praticarla con uno stile molto personale, slegato da qualsiasi scuola, che però ricordava i grandi scultori del passato della nostra civiltà contadina, quella dalla quale lui stesso proveniva.
Tuttavia quando venne l’occasione di acquistare una casa al Ponte di Pietra non rinunciò a ristrutturare lui direttamente il fabbricato, rispolverando la sua cazzuola e con lei l’amore per l’edilizia.
Uomo di spessore, molto legato alle tradizioni della Valle d’Aosta, innamorato del suo mayen di Champerioux, ricordava sempre le estati con il nonno Samuel all’alpeggio delle Crottes di Ollomont, Alfredo Collé si è occupato direttamente dell’Agricenter fino al 2013, quando la sua Enrica ha avuto bisogno di assistenza continua. Mercoledì scorso si è spento nella casa che ricorda il suo lavoro alla vigilia dei 92 anni e oggi, sabato 6, i suoi funerali vengono celebrati alle 15.30 nella chiesa del Villair di Quart.

