CHARVENSOD (qdn) E’ come un romanzo la straordinaria vita di Tersilla Viérin di Charvensod, che ieri, venerdì 14 febbraio, giorno di San Valentino, circondata dall’affetto della sua famiglia, ha festeggiato i 100 anni nella microcomunità di Saint-Pierre. Suo papà Luigi era nato nel mese di marzo del 1900 mentre la mamma Cesarina Donzel era del 1901.
Tersilla nacque il 14 febbraio del 1925; prima di lei, nel 1923, aveva visto la luce la sorella Elsa, che poi aprì l’albergo e ristorante Mont Emilius; dopo di lei il fratello Renzo (nel 1929) e la terza sorella Gilda, nel 1934. Come in tutte le famiglie valdostane dell’epoca, Tersilla fin da bambina ha dato una mano ai suoi genitori nei lavori della campagna.
Da ragazza trovò poi lavoro nella cantina di Jorrioz, l’unica del paese, allora gestita dallo zio Aldo; allegra e indipendente, le piaceva tantissimo ballare. Fu anche impiegata un anno alla Cogne, prima di essere licenziata a causa della guerra, quando conservarono il loro posto solo le mogli dei mariti richiamati sotto le armi. Furono anni dolorosi: nel libro “L’età dell’oro” di Manuela Lucianaz, Tersilla Viérin racconta di essere stata testimone del giorno in cui i fascisti – il 28 aprile del 1944 – assassinarono a Charvensod Giuseppe Donzel, Yves Pellissier e Louis Vazier.
«Quando venimmo a saperlo corremmo subito a vederlo. – raccontava – Erano stesi a terra, inermi. Luigi e Giuseppe furono presi mentre lavoravano, con la pala in mano, mentre Yves era in casa. Non dimenticherò mai quel giorno perché c’era anche il mio futuro marito tra i ricercati: Luigi Donzel (che si era unito ai partigiani). Lui era riuscito a scappare in un fienile, dove peraltro scarseggiava il fieno: si nascose sotto alcune foglie e non lo videro, semplicemente perché era molto buio. Ho ancora nelle orecchie il passo dei fascisti, che per il peso dei loro grossi scarponi rimbombava sul pavimento».
Tersilla Viérin e Luigi “Vigio” Donzel si sposarono il 21 settembre del 1946. «Abbiamo fatto la festa con un pranzo in casa. Di viaggio di nozze neanche a parlarne» ricorda Tersilla. Lui era operaio alla Cogne (oltre che viticoltore) mentre lei badava alla casa.
Anche dopo la guerra, la vita non è stata priva di sofferenze per Tersilla, che ha perso ben tre bambini in tenera età. Il 4 febbraio del 1951 nacque il loro figlio Ezio, che è stato per tanti anni una figura di riferimento del Savt – Syndacat Autonome Valdôtain des Travailleurs – e che è mancato poco più di un anno fa, il 2 gennaio del 2024.
Con un carattere forte e deciso, ancora oggi Tersilla, con i suoi cento anni e nonostante qualche acciacco, conserva una invidiabile lucidità. Agli auguri della sua grande e bella famiglia aggiungiamo di cuore i nostri!