VERRAYES (qdn) Ha compiuto 100 anni mercoledì scorso, 19 novembre, Maria Luigia Michelet, detta Gustina, decana di Verrayes. Figlia di Micheline Chapellu e di Eliseo Michelet, seconda di 6 fratelli, è nata nel villaggio di Ollian, in una famiglia modesta ma dai grandi valori, come l’impegno, il lavoro e la perseveranza: proprio grazie a questi è riuscita – insieme al marito Lorenzo Perrin – nella metà degli anni Sessanta a costruire e poi a gestire l’Hotel Cristina di Champagne, nel Comune di Verrayes.
Da giovane lavorava a servizio di famiglie benestanti della Valle d’Aosta, rendendosi conto così dell’importanza di offrire alle proprie figlie un futuro solido e concreto dal punto di vista lavorativo. Si sposarono nel 1946, appena terminata la guerra, e, dopo il viaggio di nozze a Oropa, hanno iniziato a costruire la loro famiglia attraverso il dono di 3 figlie: Lilliana, Dionigia Rina e Maria Graziella. Poi l’avventura dell’Hotel Cristina, dove per 30 anni ha lavorato tutta la famiglia e dove Gustina si occupava di ogni cosa, dall’accoglienza dei clienti alla cucina del ristorante.
Rimasta vedova nel 1984, è stata insignita dal titolo di Cavaliere della Repubblica nel 1999. E’ stata un pilastro della comunità per decenni: l’Hotel Cristina ha rappresentato un punto di incontro per diverse generazioni, finché l’età non è inesorabilmente avanzata e Maria Luigia ha così lasciato spazio agli attuali affittuari, dedicandosi semplicemente al ruolo di nonna. Sempre presente, ha potuto vedere crescere i nipoti Roberto ed Elena Donetti e Stefania Diémoz e nel frattempo dedicarsi alla sua più grande passione, l’orto.
Andandola a trovare, si aveva la certezza di scorgerla nel grandissimo appezzamento retrostante l’Hotel Cristina, intenta a seminare, mondare e poi raccogliere e ridistribuire a tutta la famiglia i preziosi frutti del suo lavoro.
«Benedetta da una salute di ferro, è stata in grado di vivere in autonomia fino a 91 anni, per poi stabilirsi a casa con noi e usufruire delle cure che la famiglia le ha dedicato e le sta tuttora dedicando, anche se la salute inizia a diventare cagionevole e quindi necessita di una maggiore attenzione ed amorevolezza, che ciascuno di noi le assicura ogni singolo giorno» racconta la figlia Maria Graziella Perrin.
