ANTEY-SAINT-ANDRÉ (qdn) Ha fatto in tempo a festeggiare il suo centesimo compleanno domenica 9 marzo, circondato dall’affetto dei suoi famigliari, di amici e vicini di casa, degli amministratori comunali di Châtillon, del personale della Rsa di Antey-Saint-André e anche degli alpini di Châtillon che il giorno dopo – lunedì 10 – sono saliti per portargli un saluto e un omaggio. A distanza di nemmeno due settimane – sabato scorso, 22 marzo – Camillo Rigollet si è spento al termine di una vita lunga e ricca di soddisfazioni.
Era nato il 9 marzo del 1925, da una famiglia originaria di Chamois. Alpino, da ragazzo era riparato in Svizzera per sfuggire alle atrocità della Seconda Guerra Mondiale. Una volta tornato in Valle d’Aosta si è dedicato per tanti anni all’attività di muratore autonomo: a Châtillon si è fatto conoscere e apprezzare contribuendo a costruire tante case del paese. Grande appassionato di sci – sia di fondo che di discesa – lo ha praticato addirittura fino all’età di 96 anni, un po’ in tutta la Valle d’Aosta ma in particolare a Chamois, paese a cui è sempre stato particolarmente legato.
Ha poi dedicato grande impegno alla viticoltura e alla coltivazione dei suoi vigneti a Châtillon, partecipando alla festa dell’uva a Châtillon e a Saint-Vincent e facendo pure da giurato in quella di Chambave. Dal matrimonio con Teresa Porceillon, anche lei di Châtillon e ormai mancata, ha avuto una figlia: Marisa. Nel tempo la famiglia si è allargata e Camillo è diventato prima nonno – dei nipoti Corrado e Andrea Migazzo, figli di Marisa e di Gianni Migazzo – e poi bisnonno dei pronipoti Michele e Margherita, figli di Andrea. Oltre a loro, Camillo Rigollet lascia anche la sorella Pasqualina. I suoi funerali sono stati celebrati martedì scorso, 25 marzo, nella chiesa parrocchiale di Châtillon.


