(afm) Negli ultimi anni, lo stile del presepe ha abbandonato l’abbondanza barocca per abbracciare l’essenzialità. Il presepe minimalista è il più diffuso: figure stilizzate, materiali naturali come legno grezzo, ceramica o pietra, palette neutre (bianco, grigio, beige) e luci calde che evocano raccoglimento. Le forme geometriche sostituiscono i pastori tradizionali, e la scena sacra si riduce all’essenza: Maria, Giuseppe, il Bambino e la stella.
Accanto a questo, si afferma il presepe di design, dove la Natività diventa installazione: volumi audaci, contrasti cromatici, fondali in tessuto o metallo, giochi di luce e prospettiva. Alcuni artisti propongono versioni astratte, con sagome ritagliate o silhouette retroilluminate.
Non mancano i presepi artigianali, che reinterpretano la tradizione con materiali locali, tecniche antiche e tocchi contemporanei. Il vetro soffiato, il ferro battuto, il feltro e il riciclo creativo danno vita a pezzi unici, spesso personalizzati.
In ogni stile, il presepe contemporaneo cerca equilibrio tra spiritualità e estetica, tra memoria e innovazione. È un gesto di narrazione visiva che parla al presente senza dimenticare il mistero antico che lo ha generato.

