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Celebrata in Cattedrale la solennità del Corpus Domini con l’ordinazione diaconale di Simone Garavaglia

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Un momento della celebrazione di domenica scorsa in Cattedrale
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AOSTA (den) Domenica scorsa, 22 giugno, la Diocesi di Aosta ha celebrato in Cattedrale la solennità del Corpus Domini, istituita da papa Urbano IV ed estesa a tutta la Chiesa nel 1264. Dopo il canto d’ingresso “Fate questo in memoria di me” il vescovo di Aosta monsignor Franco Lovignana, che ha presieduto la Messa con tanti sacerdoti e diaconi, ha detto che la comunità diocesana era doppiamente in festa per la solennità del Corpus Domini, con Gesù che si fa cibo e bevanda per noi, e per il dono del diaconato di Simone Garavaglia, 31 anni, che lo prepara a diventare sacerdote. Ha poi rivolto un saluto particolare al parroco don Maurizio Pellizzari e alle comunità di Challant, che hanno visto crescere Simone nel suo cammino vocazionale, ai suoi genitori, al padre spirituale di Simone, ai suoi amici, ai fedeli collegati con Radio Proposta e ha invitato a pregare per la pace nel mondo.

Nell’omelia il Vescovo ha commentato il brano della Genesi che presenta la prefigurazione dell’Eucaristia nel sacrificio offerto a Dio da Melchisedek. Per il Vescovo «Il testo, riletto nel contesto della festa liturgica, dice che l’Eucaristia risponde al bisogno di relazione con Dio profondamente radicato nel cuore umano. Questo anelito attraversa tutta la storia dell’umanità ed è vivo anche oggi. Troppo spesso non riusciamo a intercettarlo. A volte, partendo dalla convinzione che l’Eucaristia è il vertice della vita cristiana, diciamo che essa rappresenta un punto di arrivo e che, quindi, non va proposta a tutti – ai giovani, ad esempio – che non va proposta all’inizio di un percorso di riavvicinamento alla fede. Così facendo, forse confidiamo un po’ troppo nelle nostre forze e nelle nostre iniziative. In realtà, chi è battezzato, appartiene a Gesù e Gesù lo attende nell’Eucaristia in ogni momento, in qualsiasi tappa e situazione della sua vita».

Il Vescovo ha poi citato san Cipriano che, richiamando le parole di Gesù tratte dal Vangelo di Giovanni “Io sono il pane vivo… Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”, afferma: «È evidente che vivono coloro che gustano il suo corpo e ricevono l’Eucaristia per diritto di comunione. Da ciò si deduce che se qualcuno si astiene dall’Eucaristia si separa dal corpo di Cristo, e rimane lontano dalla salvezza. E’ un fatto di cui preoccuparsi. Preghiamo il Signore che non avvenga». Di qui l’invito di monsignor Lovignana «ad avere un po’ più di fede e a lasciare agire il Signore e la sua grazia. Non avere paura, caro Simone, come diacono, di servire la verità e la potenza dell’Eucaristia partecipando assiduamente alla Santa Messa e invitando le persone che ti saranno affidate ad affacciarsi alla mensa del Signore, fidandoti più di Lui e della sua potenza che delle tue capacità».

Prima dell’offertorio si è svolto il rito dell’ordinazione diaconale, con Simone rivestito della stola e della dalmatica. Al termine della Messa la processione, con il Santissimo portato dal Vescovo, ha attraversato alcune vie della città inondata di sole ed è arrivata alla chiesa della Collegiata dei santi Pietro e Orso, dove si è conclusa la celebrazione per la solennità del Corpus Domini.

Ernesto Desandré