AOSTA (fci) Si è chiusa a Roma ad inizio luglio la fase diocesana della causa di beatificazione di madre Rosetta Marchese, suora salesiana nata ad Aosta nel 1922, superiora generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice dal 1981 al 1984, anno della morte, avvenuta dopo una lunga malattia. Alla sessione, presieduta da monsignor Renato Tarantelli Baccari, vice-gerente della Diocesi di Roma, hanno preso parte – tra gli altri – anche la superiora generale suor Chiara Cazzuola e il rettore maggiore dei Salesiani di Don Bosco, don Fabio Attard. Chiusa la fase diocesana dell’inchiesta, avviata il 30 aprile 2021, la documentazione sarà consegnata al Dicastero delle Cause dei Santi dove, dopo la validità dell’Inchiesta diocesana, si procederà alla stesura della Positio super virtutibus in vista del riconoscimento delle virtù eroiche della Serva di Dio.
Nata il 20 ottobre 1922 ad Aosta, Rosetta Marchese è la primogenita di Giovanni Marchese e Giovanna Stuardi, che hanno avuto in seguito altre due figlie: Anna, a sua volta divenuta suora, e Maria Luisa. Sarà soprattutto il padre – che oltre a portare avanti incarichi di responsabilità alla Nazionale Cogne è stato una delle figure eminenti dell’Azione Cattolica valdostana, presidente diocesano, e fondatore delle Acli valdostane – a incidere fortemente sulla formazione di Rosetta Marchese.
A Rosetta Marchese piace studiare e dedicarsi alla vita dell’oratorio di via San Giocondo (dal 1928 al 1938) ad Aosta, un ambiente tutto salesiano, che presto farà sbocciare in lei la vocazione. A soli 16 anni entra come aspirante in casa Madre Mazzarello a Torino. Il 5 agosto 1941 fa la sua professione religiosa aderendo alla congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dette anche Salesiane di Don Bosco. Svolge la sua missione in varie città italiane e anche estere, dapprima come insegnante, poi come direttrice. Il 24 maggio 1982 a Torino si ammalò di leucemia, morì l’8 marzo 1984 a Roma.



