Parrocchie

Enrico Buoni ha arricchito il percorso con statuette e immagini sacre, che però spesso vengono rubate: “Non togliete agli altri ciò che può dare speranza”

Il “Sentiero della Madonna” tra Châtillon e Saint-Vincent: “Luogo di bellezza e preghiera”

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SAINT-VINCENT (qdn) Il tratto di Via Francigena tra Châtillon e Saint-Vincent, che corre a mezza costa della montagna, è uno dei più suggestivi in Valle d’Aosta e permette di scoprire angoli di territorio spesso trascurati. A renderlo ancora più speciale è stata l’opera di Enrico Buoni, di quasi 83 anni, che vive tra Casale Monferrato, Edimburgo, Breuil-Cervinia e Saint-Vincent e che proprio nella cittadina termale ha il suo luogo del cuore. Negli anni, con cura e silenziosa dedizione, ha trasformato quel sentiero in un luogo di preghiera e di riflessione spirituale, arricchendo panchine e piccole cavità naturali con statuette di Madonne, rosari e immagini sacre. «Da oltre cinquant’anni opero nel campo della formazione e della sostenibilità ambientale, organizzando corsi e convegni in tutto il mondo, anche con il supporto delle Nazioni Unite e collaborando con università italiane e internazionali. Ho anche tenuto un seminario a Washington, vicino alla Casa Bianca. – racconta Enrico Buoni – Ma questa iniziativa, in un angolo della mia amata Valle d’Aosta, è per me tra le più importanti. Perché parla al cuore della gente. Perché tocca la dimensione spirituale che nessuna carriera o successo può davvero soddisfare».

Enrico Buoni è una persona animata da una profonda fede, in particolare nella Madonna di Medjugorje. Nel 2016 organizzò al Palais di Saint-Vincent un incontro con Gloria Polo – nota per la sua testimonianza di vita dopo la morte – con la partecipazione di un pubblico numerosissimo. «Percorro ogni giorno il tratto dell’antica Via Francigena tra Saint-Vincent e Châtillon. – racconta – con il tempo, quel sentiero, che ho chiamato Sentiero della Madonna, è diventato per me un vero e proprio cammino di fede, un percorso che è stato benedetto da sacerdoti locali, carico di memoria e di spiritualità. Non si tratta solo di un cammino fisico, ma di un gesto di devozione e testimonianza silenziosa, un modo per onorare la Madonna e Gesù e per custodire la bellezza del nostro territorio».

Non tutti, però, si accostano a quei luoghi con l’auspicato rispetto. «Spesso le Madonnine, i rosari e i piccoli crocifissi con cui arricchisco il tracciato vengono rimossi. – sottolinea rammaricato Enrico Buoni – Ciò accade soprattutto alle Madonnine. A compiere questi gesti non è chi non crede, ma chi non rispetta. Il sentiero è aperto a tutti: credenti e non, pellegrini e camminatori, famiglie e solitari. È un luogo di bellezza e libertà spirituale, che non chiede nulla se non rispetto. Io, per parte mia, chiedo solo che venga riconosciuto il valore di questi luoghi semplici ma sacri. E a chi ha portato via o distrutto quei simboli, non lancio un’accusa ma un invito: guardatevi dentro. Non togliete agli altri ciò che può dare speranza».