AOSTA Sulla storica processione di Chaligne, che quest’anno è andata in scena sabato 16 agosto scorso, riceviamo e pubblichiamo un contributo del diacono Mauro Bredy del “Comité pour Chaligne”.
L’edizione 2025 della processione di Chaligne segna 395 anni della sua storia, appena un lustro dal compiere 4 secoli tondi. Nonostante il tentato trionfalismo giubilare, sappiamo tutti che la Chiesa attraversa tempi difficili, con la caduta continua delle presenze, e con la ormai annosa crisi vocazionale. Anche nelle comunità, con il cambio generazionale, assistiamo alla graduale perdita di tante tradizioni. Non è così, per la nostra processione a Punta Chaligne. Una processione accusata a volte, di avere “poca motivazione spirituale”, da osservatori estranei. In realtà, rappresenta un forte legame tra le generazioni, con un amorevole attaccamento identitario alla propria terra. Come sappiamo, è nata per un voto a San Rocco, delle popolazioni dell’alta collina di Aosta nel 1630, con la promessa di salire ogni anno in processione ad adorare la Croce, qualora avesse preservato i villaggi dalla peste esplosa anche in Valle d’Aosta. Onorare la promessa degli Avi, è poco spirituale? Conoscendo la profonda e autentica umanità del Cristo, la trovo molto cristiana, anche se a volte può apparire poco in linea con la via della religiosità, come direbbe Pierre Teilhard de Chardin.
C’è anche un altro aspetto che vorrei evidenziare, ed è quello di una ospitalità riconoscente verso i pellegrini, da parte di famiglie dei villaggi lungo il percorso. La processione parte dalla chiesa parrocchiale di Excenex, si dirige verso Arpuilles dove raccoglie le persone del luogo, davanti alla Cappella dedicata a Santa Barbara e sale verso il Vernet, dove dopo la colazione viene benedetta la sorgente del luogo, e viene poi accolta all’alpeggio di Metz dalla Sezione Alpini di Arpuilles, nelle persone delle famiglie Persico e Besenval, con un buon tè caldo e dolcetti. Un plauso alla disponibilità e accoglienza. Ma la tradizione antica di accoglienza, la si vede sulla via del ritorno.
Ad Arpeilles Dessus trova l’ospitalità delle famiglie Borre, Barmette, Aillon e Vuyet che hanno ricevuto la consegna dalle generazioni che le hanno precedute. Alle Arpeilles Dessous, viene accolta dalle famiglie Grimod, Vallet, Farcoz e Pepellin anche esse onorando l’impegno di chi li ha preceduti. I pellegrini secondo antica usanza, ora fissata anche nel “rituale” della processione, ricambiano l’accoglienza con una preghiera per i defunti delle famiglie, e per le necessità delle stesse. Le famiglie preparano tavoli con robusti spuntini e un buon bicchiere, secondo la tradizione valdostana, suscitando la gratitudine dei pellegrini, ma anche la nostra riconoscenza. Piccole cose che parlano di accoglienza, di ospitalità, ma anche di fedeltà, che certamente contribuiscono a mantenere viva la tradizione.
Quest ’anno, essendo di sabato, la partecipazione è stata particolarmente alta. La nota felice, è stata la partecipazione di molti bambini e ragazzi, che naturalmente erano accompagnati dai loro genitori. Giovani mamme e papà, con dei bimbi fieri di esserci, di dimostrare ai grandi la loro bravura e resistenza. Perché se il percorso non è difficile, è senz’altro impegnativo con circa dieci ore totali di cammino. L’arrivo danti alla chiesa di Excenex, ad accogliere i pellegrini con le campane a distesa, turisti plaudenti e affascinati da un mondo che non conoscono, in testa alla processione, proprio i bimbi fieri del loro ruolo. La processione concluderà il suo percorso al camposanto, per un’ultima preghiera di ringraziamento per la giornata, e per il ricordo di tutti i pellegrini che nel tempo sono saliti, e che ora sono sul monte più alto. A nome del “Comité pour Chaligne” rivolgo un ringraziamento alle famiglie citate, ma anche un grande grazie al canonico Raphaël Duchoud che conosciamo da oltre 30 anni, avendo iniziato a salire con noi, quando la processione era accompagnata dal suo confratello canonico Klaus Sarbach, e che ha sostituito nel ruolo da oltre 25 anni. Un sentito ringraziamento alle giovani mamme e papà che hanno insegnato la via della fedeltà ai loro bimbi e ragazzi, dando un bellissimo segno di speranza non solo per la processione, ma per la comunità stessa. Naturalmente un grande grazie a tutti i pellegrini, compresi coloro che si aggregano per curiosità e sovente ritornano.
Per il “Comité pour Chaligne”
Mauro Bredy

