AOSTA (fci) La parrocchia di Maria Immacolata ad Aosta ha celebrato – lunedì scorso, 8 dicembre – la festa patronale preceduta dalla novena all’Immacolata Concezione, predicata dal parroco padre Carlo Mattei. La più importante festività mariana ha rappresentato un momento significativo di devozione e preghiera per i fedeli che hanno gremito il santuario, partecipando alla messa officiata da padre Marcello Sgarbossa con i confratelli oblati, mentre la corale parrocchiale ha animato i canti.
Il saluto di Luis Ignacio Rois Il celebrante principale all’inizio della Messa ha letto il saluto del superiore generale Luis Ignacio Rois OMI, che ha ricordato il fondatore della congregazione sant ’Eugenio, quando si recò a Roma per il giubileo dell’Anno Santo 1825 e, durante la novena dell’Immacolata, ricevette l’ispirazione di chiedere al Papa il nome definitivo dell’Istituto: Missionari Oblati di Maria Immacolata. Per sant’Eugenio questo nome definiva la loro identità in seno alla Chiesa.
Nessuna ombra di peccato E nell’omelia, riferendosi alla solennità della festa, ha invitato «a riflettere sul progetto del quale Dio ci ha resi partecipi e sulla grande gioia che ci pervade davanti al tanto amore di Dio per Maria. Lui è il solo che ha potuto scegliersi la mamma». E ha proseguito sottolineando che la Madonna è amata in modo tale che nessuna ombra di peccato l’ha sfiorata. L’Immacolata ha sempre il piede che schiaccia il serpente. Quindi in Lei, la redenzione è tutta solo grazia, amore. Lei è preservata, e al tempo stesso «Tutta bella, splendente dimora di Dio tra gli uomini, nuova arca dell’Alleanza. Maria nel piano divino di salvezza è fin dall’eternità predestinata ad essere la Madre del Verbo di Dio che si fa uomo. Tu Madre l’hai manifestato alla fanciulla Bernadette a Lourdes dichiarando ”Io sono l’Immacolata Concezione”».
Padre Marcello Sgarbossa ha aggiunto «Ti salutiamo piena di grazia, ti veneriamo “Madre di Dio”, ti seguiamo discepola di Cristo, e ci sforziamo di imitarti, ma specialmente ti amiamo perché sei nostra madre. E mentre Gesù morente ti fa madre dell’umanità, subito rivela a tutti noi discepoli del Cristo, che non ci lascia orfani ma ci indica chiaramente chi è l’Immacolata per noi: ”Figlio, ecco tua madre”».
La gioia di averti sempre per madre
Ha poi concluso dicendo «Tutti noi, Missionari di Maria Immacolata, tutta la nostra famiglia carismatica, di cui, a diverso titolo, voi fate parte, abbiamo la gioia, l’onore, e la fedeltà di averti sempre per madre. Dovunque noi viviamo: in parrocchia, in comunità, al lavoro, nella società, fa’ che manifestiamo una devozione autentica, fatta di preghiera, d’imitazione, fatta di Parola vissuta. Tu Vergine Immacolata, modello e custode della nostra vita, aiutaci a vivere la beatitudine di coloro che, come te, ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica. Solo così saremo veri figli tuoi. Amen». Prima dell’offertorio l’assemblea ha affidato all’intercessione dell’Immacolata le invocazioni per la Chiesa, per i giovani, per coloro che la tristezza del peccato rende inquieti, per i presenti, per i defunti. La solenne benedizione finale e il canto Mi alma canta hanno concluso la celebrazione eucaristica.
Ernesto Desandré


