AOSTA (den) Lunedì scorso, 7 settembre, la diocesi e la città di Aosta hanno celebrato con la consueta solennità il patrono san Grato nella cattedrale piena di fedeli e colorata dai gonfaloni dei 74 comuni della Valle nelle navate laterali, mentre la Cappella Musicale Sant’Anselmo ha animato i canti con all’organo il maestro Jefferson Curtaz. Il vescovo monsignor Franco Lovignana ha presieduto la messa concelebrata con il vescovo emerito monsignor Giuseppe Anfossi, con numerosi sacerdoti e diaconi, e dopo il canto d’ingresso ha salutato l’assemblea dicendo: “Siamo qui riuniti questa mattina per celebrare il nostro patrono san Grato. Siate tutti benvenuti in cattedrale, cari fratelli e sorelle, con monsignor Anfossi, i responsabili degli uffici diocesani, canonici, sacerdoti, diaconi e i consacrati. Saluto con deferenza le autorità civili e militari presenti, in particolare i presidenti Renzo Testolin e Stefano Aggravi, i parlamentari Nicoletta Spelgatti e Franco Manes. Un saluto particolarissimo e cordialissimo a tutti i sindaci, che intervengono quest’anno per ricordare l’ottantesimo anniversario della ricostituzione dei comuni valdostani soppressi dal governo fascista e anche del ripristino della corretta denominazione di tutti i comuni. Grazie per la vostra presenza, e non è un grazie formale, è un modo bello molto bello per dire che san Grato è la festa di tutta la Valle e non solo della città di Aosta. Un benvenuto anche al parroco e ai parrocchiani di Casabianca, che venerano san Grato come patrono. Ringrazio quanti svolgono il servizio liturgico, la Cappella Musicale, gli accoliti, i ministranti, i lettori, chi ha seguito l’organizzazione e chi ha preparato la chiesa, le forze dell’ordine che ci assistono, i rappresentanti della comunità di Fontainemore che porteranno in processione le reliquie del santo. All’inizio di un nuovo anno pastorale affidiamo a san Grato la città e la Valle, il cammino di fede delle nostre comunità, le persone in difficoltà, senza dimenticare i cristiani perseguitati e i tanti popoli insanguinati da guerre che non trovano fine. Accogliamo anche tutte le persone che sono collegate con noi attraverso Radio Proposta e che si uniscono così alla nostra preghiera. All’intercessione di san Grato vogliamo quest’anno affidare in modo particolare la preghiera per le vocazioni sacerdotali, e con queste intenzioni e con queste gioie che portiamo nel cuore entriamo nella celebrazione dell’eucarestia chiedendo perdono dei nostri peccati”.
E nell’omelia il Vescovo ha detto: “‘Andate, fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato’, versetto che costituisce l’incipit della nuova lettera pastorale che impegna le Unità parrocchiali a preparare un percorso di formazione alla vita cristiana, concreto e adatto alla comunità. Ma che cosa significa formazione alla vita cristiana? Vuol dire imparare a pensare, amare, parlare, agire e relazionarsi come Gesù. Questo non avviene solo perché sappiamo come si comportava. La conoscenza si accompagna all’incontro personale che accade quando il Vangelo, letto o ascoltato, scende dalla testa al cuore e diventa preghiera interiore; quando Gesù è accolto nell’eucaristia domenicale della comunità e negli altri sacramenti; quando Gesù è riconosciuto, amato e servito nei fratelli, soprattutto nei piccoli. Gesù è il fondamento. La lampada che ci illumina con il suo fulgore è Cristo. Imitare Lui vuol dire essere illuminati dalla sua luce e portarla agli altri. Non si deve neppure dimenticare che non si diventa discepoli da soli, si diventa cristiani attraverso l’azione di una comunità e dentro a una comunità”.
Dopo la messa è partita la processione che ha attraversato alcune vie con le reliquie del santo e ha sostato davanti alla cappella di san Grato per la benedizione del Vescovo alla città e alla diocesi. Le celebrazioni per la festa del patrono si sono concluse alle 17 in cattedrale con i vespri solenni presieduti dal vescovo e animati dalla Cappella Sant’Anselmo.
Ernesto Desandré
