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“Salute e salvezza, abitare la solidarietà”, incontro al Seminario Vescovile di Aosta

Ingrandisci la foto: Da sinistra Franco Lovignana vescovo di Aosta, Francesco Vaia membro della Commissione dell'Autorità garante sulla disabilità del Ministero della Salute e don Isidoro Mercuri Giovinazzo direttore dell'ufficio di pastorale della salute della Diocesi di Aosta
Da sinistra Franco Lovignana vescovo di Aosta, Francesco Vaia membro della Commissione dell'Autorità garante sulla disabilità del Ministero della Salute e don Isidoro Mercuri Giovinazzo direttore dell'ufficio di pastorale della salute della Diocesi di Aosta
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AOSTA (fci) L’Ufficio di Pastorale della Salute della Diocesi di Aosta, guidato da don Isidoro Mercuri Giovinazzo, insieme al Forum Sociosanitario della Valle d’Aosta presieduto da Giovanni Donati, ha organizzato – sabato scorso, 17 maggio – al Seminario Vescovile di Aosta un incontro dal titolo “Salute e salvezza, abitare la solidarietà”.

Ha aperto i lavori monsignor Franco Lovignana che ha condiviso con i partecipanti giunti da diverse regioni italiane – un pensiero di Papa Francesco: “chi, nella fragilità, si affida a Dio può sperimentare la consolazione della Sua presenza, ricevendo compassione, vicinanza e tenerezza. In questo cammino, anche chi assiste può diventare segno della presenza di Dio, rendendo il letto di malattia un luogo di salvezza”.

Giovanni Donati ha ricordato l’operato del precedente direttivo del Forum valdostano, guidato da suor Maria Claudia Alberti, evidenziando l’importanza della formazione del personale sanitario. Ha inoltre messo in guardia dal rischio di considerare la medicina una scienza onnipotente, invitando a riflettere sulla fragilità come dimensione costitutiva dell’essere umano.

Il convegno è entrato nel vivo con l’intervento del professore Francesco Vaia, membro dell’Autorità Garante per i diritti della disabilità. Ha ricordato che in Italia vi sono circa 13 milioni di persone disabili e ha criticato la “cultura del superuomo”, denunciando l’esclusione sociale degli anziani e delle persone con disabilità, spesso visti come un peso anziché come parte viva della comunità.

Successivamente, il diacono Ramon Ernesto Raymundo, cappellano ospedaliero, ha parlato dell’importanza dell’ascolto nell’incontro con chi soffre. Rievocando la parabola del Buon Samaritano, ha descritto la solidarietà come “presenza concreta e silenziosa, capace di vedere e accogliere l’intera persona”.

Il consigliere nazionale di Unitalsi-Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali, Roberto Maurizio, ha raccontato come nei pellegrinaggi a Lourdes si vivano momenti di autentica risurrezione condivisa.

Antonio Falcone, vicepresidente vicario dell’Associazione Medici Cattolici Italiani, ha offerto una riflessione sull’etimologia comune di “salute” e “salvezza” (“salus”) e sulla necessità di un nuovo umanesimo integrale. Ha invitato a costruire una pastorale della salute che coinvolga attivamente i malati come protagonisti, e non solo destinatari, della cura. Richiamando don Milani e don Mazzolari, ha ricordato che “ci si salva solo insieme”, e che il lavoro del medico è una vera forma di santificazione.

Giovanni Donati è tornato a intervenire sul tema della fragilità e della relazione di cura, spiegando che ogni persona ha una dignità inviolabile a prescindere da salute e produttività.

Infine, il bioeticista Gian Antonio Dei Tos, direttore dell’Ufficio Pastorale della Salute del Triveneto, ha proposto una riflessione sulla vulnerabilità come fondamento della civiltà europea. L’incontro si è chiuso con una preghiera in memoria di Fabio Persico, recentemente scomparso, già membro del Forum e rappresentante del Movimento per la Vita.

A conclusione del convegno, don Isidoro Mercuri Giovinazzo ha ringraziato tutti i partecipanti e ha espresso il desiderio di fondare in Valle d’Aosta una sede dell’Associazione Medici Cattolici Italiani.