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PADRE GREGORIO GLABAS LASCIA L’IMMACOLATA, SABATO 25 OTTOBRE LA MESSA DI SALUTO

«Sono entrato nel percorso dei numerosi gruppi e delle famiglie del quartiere, trovando sempre le porte aperte»

Ingrandisci la foto: Padre Gregorio Glabas con - da sinistra - padre Marcello Sgarbossa, il diacono Michelangelo Furfaro e padre Palmiro Delalio
Padre Gregorio Glabas con - da sinistra - padre Marcello Sgarbossa, il diacono Michelangelo Furfaro e padre Palmiro Delalio
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AOSTA (fci) La comunità dell’Immacolata, Unità parrocchiale Immacolata della Zona III, si prepara a salutare padre Gregorio Glabas, rettore del Santuario da 4 anni. La Messa di saluto è in calendario sabato prossimo, 25 ottobre, alle 18. Dopo la Messa verrà proposto un apericena nel salone parrocchiale. Padre Gregor è arrivato nel 2015, come vice parroco di padre Luigino Da Ros. Nato nel 1983 a Kedzierzyn-Kozle (provincia e Diocesi di Opole), in Polonia, nel 2007 si è laureato in Chimica all’Università di Opole, ha seguito un corso di formazione didattico-psicologica ed ha iniziato il noviziato presso la comunità oblata di Swiety Krzyz. Negli anni successivi ha studiato filosofia e nel 2010 è entrato a far parte della comunità dello Scolasticato Internazionale, presso la Casa Generalizia a Roma, laureandosi in teologia alla Pontificia Università Gregoriana. E’ stato in Canada, a Toronto, poi in Marocco, è tornato in Polonia ed infine, nel 2014, ha ricevuto l’Ordinazione sacerdotale nella chiesa parrocchiale di Obra, per poi arrivare in Valle d’Aosta l’anno successivo.

«Per questo nuovo anno pastorale 2025-2026, all’intero del gruppo biblico, abbiamo pensato tutti insieme, di soffermarci sui testi di alcuni salmi per rendere questo libro dell’Antico Testamento e soprattutto sentirlo ancora più vicino, cercando di capire che cosa possano dirci i versetti delle bibbia così lontani nel tempo e paradossalmente così vicini alla nostra realtà umana. – racconta padre Gregorio Glabas – Questa scelta del percorso nuovo all’interno del gruppo, coincide con una realtà altrettanto nuova che spesso si verifica nella vita dei sacerdoti in modo particolare tra i membri delle congregazioni religiose come la nostra dei Missionari Oblati di Maria Immacolata. Il beato Mario Borzaga O.M.I. scrisse nel suo diario “Noi missionari siamo fatti così: il partire è una normalità, andare una necessità! Domani le strade saranno le nostre case: se saremo costretti ad ancorarci in una casa, la trasformeremo in una strada che conduce a Dio”. Mentre io scrivo, dentro di me, sorrido un po’, perché lui, missionario in Laos si rivolgeva alle realtà molto più grandi e di sicuro non paragonabili con gli spostamenti all’interno del nostro continente. Comunque, oggi essendo ormai vicino alla mia partenza per la nuova missione a Bologna, mi permetto di tenere queste sue parole almeno un po’ tra le mie mani ».

«Ho menzionato, non senza motivo, i Salmi. – prosegue – Uno di questi e penso precisamente al Salmo 121 dice: “Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri, da ora e per sempre”. Anche in questo caso non riesco a non fermarmi un po’ su questo salmo che viene chiamato “Canto delle salite” il cui autore, come con tanta gioia io posso fare ancora in questi giorni, dice “Guardo verso i monti”. E’ un salmo vicino al cuore di ogni sacerdote, da esso provengono le parole che precedono inizio di ogni celebrazione Eucaristica “Il nostro aiuto è nel nome del Signore, Egli ha fatto cielo e terra”».

«Pertanto dopo la frase che mi consegna il Beato Mario Borzaga tengo vicina anche questa appena menzionata “Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri”. – ancora padre Gregorio Glabas – Stare all’interno di una casa, in modo particolare di una comunità è un continuo entrare ed uscire. Entrato una volta nel 2015 ad Aosta, accolto dalla Comunità che aveva dalla parte degli Oblati padre Benito Framarin come superiore e dalla parte parrocchiale padre Luigino da Ros come parroco è iniziato il mio entrare nel percorso dei numerosi gruppi e delle famiglie del quartiere. Sempre trovando le porte aperte, iniziando da quella del nostro vescovo Franco, per andare poi verso altre comunità e case canoniche dei confratelli del clero diocesano, dove sempre ho trovavo la porta aperta. Porto in me un vivo e forte ricordo dei momenti condivisi anche con le altre comunità parrocchiali, soprattutto all’interno dei momenti come stazioni quaresimali, veglie di preghiera, predicazioni e ovviamente, sempre belle e curate feste patronali».

Padre Gregorio Glabas ricorda allora quando «Guardando ogni mattina verso i monti entravo nei luoghi, nelle realtà e nelle vite delle comunità e delle persone per poi uscirne arricchito, soprattutto a livello di rapporti e di esperienze».

«”I cieli narrano la gloria di Dio, e il firmamento annunzia l’opera delle sue mani” un’altra frase da un altro salmo, questa volta il 19. Tengo prezioso anche questo versetto, non solo per la bellezza della Valle d’Aosta, ma perché entrare ed uscire impreziosiva, giorno dopo giorno, “la volta celeste” sopra di me di una nuova stella. Ora è arrivato un momento di un uscire particolare, comunque sempre guardando verso i monti, che dopo aver attraversato le vostre porte mi racconteranno sempre la gloria di Dio ma mi ricorderanno anche i vostri volti e le vostre, nostre storie condivise, vissute insieme » conclude padre Gregorio Glabas.