AOSTA (fci) «Sviluppare una coscienza critica e favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica». È questo l’obiettivo del progetto degli Autonomisti di Centro, progetto presentato nel pomeriggio di giovedì scorso, 20 marzo, dalle forze politiche Rassemblement Valdôtain, all’opposizione in Consiglio Valle, e da Pour l’Autonomie e Stella Alpina, entrambe nella maggioranza regionale con gli assessori, rispettivamente, Marco Carrel (Agricoltura) e Carlo Marzi (Sanità).
«Una intesa che, pur nel pieno rispetto delle rispettive identità e organizzazioni, è finalizzata a promuovere una comune azione politica nell’ambito delle sfide che attendono la Valle d’Aosta». L’iniziativa, che si avvale anche del contributo delle associazioni culturali Esprì (che ha tra i fondatori l’ex consigliere leghista Roberto Luboz) e Evolvendo (Bruno Milanesio), è aperta a «tutte quelle forze politiche e sociali che riconoscono nell’Autonomia speciale lo strumento essenziale per gestire il presente e costruire il futuro della nostra Regione».
Nei prossimi giorni inizierà «una serie di confronti con tutte quelle forze politiche interessate a dialogare, con l’obiettivo di individuare punti di contatto e potenziali soluzioni rispetto alle sfide che attendono la Valle d’Aosta».
Intanto è già stato presentato il logo, con i 3 simboli di Stella Alpina, Pour l’autonomie e Rassemblement Valdôtain e un trifoglio.
Il primo evento pubblico è in programma sabato prossimo, 29 marzo, alle 18, nella sala della Bcc Valdostana in via Garibaldi ad Aosta: si discuterà di «Autonomia speciale valdostana fra regionalismo differenziato e recente giurisprudenza costituzionale: opportunità e rischi» con Matteo Cosulich preside vicario della facoltà di Giurisprudenza all’Università di Trento e Giovanni Boggero ricercatore di diritto costituzionale e pubblico dell’Università di Torino.
Tornando al progetto, tra le principali tematiche già individuate vi sono «il rilancio della nostra Autonomia, quale strumento essenziale per la crescita e l’autodeterminazione della Regione», la «gestione dei trasporti e dei rifiuti, con l’obiettivo di individuare soluzioni strutturali ed efficienti di lungo periodo», l’elaborazione di «politiche a sostegno della famiglia, per rispondere alle nuove sfide demografiche e sociali», le sfide della transizione economica, «con particolare attenzione alle opportunità e agli strumenti necessari per garantire lo sviluppo sostenibile del territorio in armonia con i principi della libera impresa».
«Un’attenzione particolare sarà inoltre rivolta ai settori della sanità e dell’agricoltura prevedendo il diretto coinvolgimento degli assessori competenti», appunto Carlo Marzi e Marco Carrel.
Fusione in vista? «Si vedrà, se il trifoglio attecchirà potrebbe dare vita a qualcosa di utile per la Valle d’Aosta» ha commentato Stefano Aggravi (Rassemblement Valdôtain).
«Questo non è un cartello elettorale ma è un progetto che ha bisogno di tempo per attecchire sul territorio» ha rilevato Ronny Borbey (Stella Alpina), «Il progetto guarda alle prossime elezioni».
Non rientra nel progetto La Rennaissance Valdôtaine di Giovanni Girardini, eppure era tra i sottoscrittori – lo scorso ottobre – del documento «Insieme per il futuro della nostra autonomia».
«Siamo stati tra i firmatari all’apertura del cantiere. Evidentemente però le nostre richieste di cambiamento e discontinuità non sono state gradite, e ci hanno chiesto di uscire» commenta amareggiato Giovanni Girardini, tra i fondatori della Renaissance.
«Avevamo posto delle condizioni, – prosegue Girardini – proponendo una discontinuità assoluta per la città, e avevo anche ritirato la mia eventuale candidatura a Sindaco. Il nostro punto fermo era: non sosterremo mai qualcuno che esce dalla Giunta Nuti o dell’attuale maggioranza.
E allora le cose sono cambiate. Così l’ultima volta che ci siamo incontrati con gli altri protagonisti del cosiddetto “cantiere di centro”, per me e Roberta Balbis – segretaria politica della Renaissance – è arrivato il “benservito”. Non so se dire se siamo stati costretti a uscire o più semplicemente che siamo stati sbattuti fuori. La sostanza comunque non cambia: ci hanno riferito senza mezzi termini che con noi non si poteva fare più niente» racconta Giovanni Girardini.
«Io non dico – prosegue – che il cambiamento deve passare per forza dal mandare via tutti quelli che hanno fatto politica finora, che invece possono rivelarsi delle ricchezze, delle risorse. Però bisogna cambiare marcia. E ad Aosta non è più sostenibile la Giunta Nuti, così come in Regione è necessario voltare pagina.
Attenzione: ciò non vuol dire che noi non si voglia dialogare con Uv, Pd, o con le forze di centrodestra. Il dialogo non si nega a nessuno. Però aprire uno spiraglio a Gianni Nuti e alla sua squadra per quanto ci riguarda vuol dire deludere e ingannare i nostri sostenitori» chiarisce Giovanni Girardini.
Che svela un retroscena: «Avevo ritirato la mia candidatura a Sindaco perchè sul mio nome c’era il veto di Stella Alpina, che alle ultime elezioni mi fece campagna contro. Però non va bene che ci sia una pregiudiziale su qualsiasi candidatura Renaissance: siamo stati gli unici ad aver portato al ballottaggio l’asse Uv-Pd, ad Aosta siamo una realtà importante».
Ciò vuol dire che Giovanni Girardini torna in pista per la poltrona di Sindaco del capoluogo? «A questo punto io sono a disposizione del mio movimento. Decida Renaissance se candidarmi in Regione, in Comune o anche da nessuna parte. Di una cosa sono sicuro: non sosterrò mai un Nuti bis o un Borre uno».
«Peccato per la legge elettorale»
«Vediamo di buon occhio il fatto che alcune forze autonomiste abbiano semplificato il quadro creando un’alleanza tra loro. Per noi sono partner privilegiati perché appartenenti alla stessa famiglia dell’autonomismo». Parole di Joël Farcoz, presidente dell’Union Valdôtaine. Che aggiunge: «Allo stesso modo ci felicitiamo del fatto che si sia trovata una sintesi nel loro percorso andando, seppur politicamente e non numericamente, a sostenere una maggioranza regionale in chiusura di legislatura. Unico rammarico è che non si sia trovata una sintesi qualche settimana prima che contenesse anche la legge elettorale. Ora il mondo autonomista dovrà concentrarsi sulle numerose sfide future per continuare a far progredire la nostra regione in un contesto europeo e mondiale delicato. Restiamo aperti al dialogo non tanto sulle formule politiche, quanto sui problemi concreti da risolvere» conclude Joël Farcoz.
Cristiano Florio

