AOSTA (zgn) Saranno sicuramente 2 i motivi per cui il primo referendum confermativo della Valle d’Aosta : l’esigua affluenza alle urne degli aventi diritto al voto (16.852 votanti, pari al 16,04 per cento) e la vittoria risicata del “Sì ” (52,14 per cento), che ha sancito il ritorno alle 3 preferenze, sul “No” ( 47,86 per cento) che ne avrebbe imposta una sola.
Hanno sicuramente influito sia la data, domenica 10 agosto, che le posizioni politiche non sempre chiare. Alcuni promotori hanno cambiato posizione in corsa, lasciando libertà di scelta come la Lega Vallée d’Aoste, invitando al Sì, per esempio il consigliere Diego Lucianaz, o non schierandosi apertamente (Fratelli d’Italia Valle d’Aosta). A sostenere convintamente il “No” è rimasta soltanto Alleanza Verdi Sinistra, unica forza ad organizzare incontri sul territorio per spiegare il referendum.
All’ultimo, al fronte del “No” si è unita anche Azione Valle d’Aosta. Lo scrutinio si è concluso in circa 2 ore. A Bard, alle 8.10, le operazioni erano già terminate: 26 i votanti, 14 per il “Sì ” e 12 per il “No”. Il “No” ha vinto a Saint-Denis (25 “No”, 16 “Sì ”), Quart (262 a 262), Brissogne (68 a 66 ), Nus (192 a 160), Pollein (115 a 99), Gressan (264 a 252), Pont-Saint-Martin (212 a 192), Donnas (184 a 159), Brusson (54 a 53), Pontey (50 a 50), Challand-Saint-Anselme (58 a 55), Hône (91 a 88) e Saint-Vincent (299 a 206).
In Alta Valle il “No” ha prevalso a Villeneuve (91 a 78), Gignod (111 a 100 ) e Saint-Pierre (180 a 173). A Valpelline la popolazione si è divisa: 64 a 64. Ad Aosta il “No” ha vinto con il 56,55 per cento (2.296 voti) contro il 43,45 per cento del “Sì ” (1.764 voti).


