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Festa della mamma alla Cogne: «Famiglia e carriera è possibile, non sempre facile»

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AOSTA (fci) La Festa della mamma, che in Italia (come negli Stati Uniti) cade la seconda domenica di maggio – quindi domani, domenica 11 – si celebra in moltissimi paesi del mondo, con date e modalità diverse, ma con la voglia universale di ringraziare le mamme.

Alla Cogne Acciai Speciali la «Festa della mamma» assume un momento di grande significato: ne abbiamo intervistate alcune per capire (anche) come si organizzano le mamme lavoratrici.

Valentina Bisci è sales assistant e mamma di Allegra, 8 anni. Come riesce a bilanciare le esigenze del lavoro in un contesto impegnativo come Cogne Acciai Speciali con la vita familiare e il ruolo di mamma?

«Essere mamma non è mai stato un limite, anzi: mi ha reso più organizzata, più empatica e più determinata. In un ambiente come Cogne Acciai Speciali, che richiede costanza, attenzione e impegno, ho imparato a valorizzare il tempo e le energie, dando il meglio in ogni ambito. La maternità mi ha insegnato a gestire le priorità con lucidità, a non perdere di vista l’obiettivo e a trovare soluzioni anche nei momenti più complessi. L’equilibrio nasce dalla consapevolezza che, se do valore a ciò che faccio, trovo anche la forza per affrontarlo con serenità».

C’è un momento della giornata che considera “tutto suo” o che la aiuta a ricaricare le energie tra lavoro e famiglia?

«Sì, ci sono piccoli momenti che diventano grandi ricariche: una passeggiata all’aria aperta, un caffè bevuto in silenzio al mattino presto, oppure un sorriso scambiato con mia figlia quando rientro a casa. Sono attimi semplici, ma preziosi, in cui ritrovo me stessa e ricarico le energie. La maternità mi ha insegnato a cogliere il valore di questi spazi personali, anche se brevi, e a farne un punto di forza per affrontare tutto il resto».

Che messaggio vorrebbe lasciare a sua figlia e alle future generazioni di donne che un giorno saranno madri e lavoratrici?

«Vorrei che sapessero che essere madre non è un ostacolo, ma una forza in più. E vorrei anche che crescessero in un mondo dove non c’è più bisogno di dimostrare il proprio valore nonostante si sia donne o madri, ma dove questo valore venga riconosciuto e rispettato naturalmente. Alle future generazioni di donne dico: siate fiere di ciò che siete, non adattatevi a modelli preesistenti, ma costruite il vostro spazio. La maternità vi renderà più forti, più resilienti, e questo non deve mai essere visto come una debolezza, ma come una risorsa preziosa, anche – e soprattutto – sul lavoro».

Erika Sacchet, treasurer, è mamma di Andrea, 14 anni. «Per ogni donna che sceglie di essere mamma la necessità di bilanciare vita familiare e ruolo con i figli è un’impresa ma anche un’opportunità. – racconta – Noi donne siamo naturalmente predisposte ad organizzare e la possibilità di proseguire nell’attività lavorativa ci permette di realizzare anche questo importante lato della nostra vita. I figli crescono e prima o poi abbandonano il nido, noi possiamo scegliere di sentirci soddisfatte nella nostra carriera professionale. In questo la Cogne, con tutte le attività a supporto della famiglia, quali i permessi, il doposcuola in azienda, il lavoro agile e gli orari flessibili, il supporto con i centri estivi ed anche le convenzioni con attività ricreative e formative per i nostri figli ci permette non solo di “impegnare” i nostri figli ma soprattutto di dare loro delle possibilità di crescita».

E come fa Erika Sacchet a ricaricare le energie tra lavoro e famiglia?

«Sono fortunata e posso camminare per il tragitto casa lavoro il che mi permette di iniziare e finire la giornata lavorativa con un passeggio rigenerante e durante il quale posso riflettere o anche soltanto ascoltare musica».

«Qualunque donna decidiate di essere seguite ciò che vi soddisfa e vi permette di crescere in armonia con i vostri principi. – è il messaggio alle future generazioni di donne che un giorno saranno madri e lavoratrici – Potete essere mamme, lavoratrici, casalinghe, sportive, la persona in cui più vi riconoscete, libere dalle influenze della società e di chi vi accompagna nella vostra avventura».

Rosa Morabito si occupa della certificazione qualità ed è la mamma di Giovanni, 35 anni, e di Gabriele, 21 anni.

«Per portate avanti le esigenze lavorative e familiari soprattutto il ruolo di mamma, è necessario psicologicamente scindere bene necessità e contesti. – afferma – Quando si timbra il cartellino in azienda, tutto il resto passa in come seconda priorità e viceversa. Certo non è una passeggiata. Bisogna dedicare tanta forza e volontà».

Il momento «tutto suo»?

«Quando si è mamma, si ha un lavoro impegnativo e i figli sono ancora piccoli, difficilmente si può avere un momento “tutto tuo”. Tutte le forze devono concentrarsi sulla famiglia e lavoro. La soddisfazione più grande che ti aiuta a ricaricare le energie, per la famiglia è il tempo che passi con i propri figli e percepire quanto sono felici. Per l’ambiente lavorativo è che sei consapevole di come svolgi il proprio lavoro, si investe passione, trasparenza, volontà di risolvere problematiche e dare risposte a chi ti pone domande».

«Ai miei figli e alle future mamme – conclude Rosa Morabito – dico di non avere paura di affrontare le situazioni familiari e lavorative che incombono ogni giorno. Tutto si può risolvere! Certo non bisogna demordere. Si arriverà a un punto dove i figli sono grandi, si è contenti e soddisfatti di quanto gli hai trasmesso e da soli possono proseguire il loro percorso. A quel punto, si può pensare di avere un momento tutto tuo».

Ilaria Fadda, responsabile delle risorse umane e dell’Academy, è mamma di Federico, 11 anni, e di Sofia, 8 anni. Come riesce a bilanciare le esigenze del lavoro alla Cogne Acciai Speciali con la vita familiare e il ruolo di mamma?

«Non è sempre facile, – risponde – ma come ho sempre saputo di voler essere madre, ho anche sempre saputo di voler lavorare e realizzarmi professionalmente. Trovare i tempi di “disconnessione” dal lavoro e dal cellulare è fondamentale per continuare ad alimentare i rapporti in famiglia. La cena, ad esempio, un momento di condivisione importantissima in casa. Ognuno deve avere il suo spazio, dove si racconta e trova un confronto. Vale anche per me».

E quale è il momento della giornata che considera “tutto suo” e che la aiuta a ricaricare le energie?

«Mi alzo molto presto e tre volte alla settimana vado a correre. La corsa non è una passione sportiva, ma una grossa fonte di equilibrio psico-fisico. La mattina, poi, nel silenzio è davvero un aiuto importante ad iniziare al meglio la giornata» racconta Ilaria Fadda.

«A mio figlio Federico – conclude – voglio dire che, ancora una volta, che l’equilibrio nella divisione dei compiti domestici con sua sorella, è la base del rispetto in un equilibrio di coppia e di famiglia. A mia figlia Sofia voglio dire che, l’indipendenza economica, oltre ad essere una soddisfazione personale importante, è una delle leve fondamentali della reale emancipazione femminile e l’indipendenza economia si conquista con la determinazione, il sacrificio e la forza di volontà».

Danila Visicale – responsabile amministrazione delle risorse umane – è mamma di Elisabetta, 13 anni. «Essere mamma mi ha insegnato a dare valore al tempo, – racconta – cerco di organizzarmi con la consapevolezza che qualche volta il lavoro richiede qualcosa in più, e altre volte è la famiglia ad avere bisogno di maggiore attenzione. Il mio percorso professionale non sarebbe stato lo stesso senza il sostegno fondamentale di mio marito e della mia famiglia».

«Il momento “tutto mio” – aggiunge – è la mattina presto quando faccio colazione, quando la casa dorme. È il tempo della calma totale mi permette di raccogliere i miei pensieri, di leggere, di fare ordine nella mente e di prepararmi per affrontare la giornata con energia, alle volte il silenzio fa la differenza, è il mio piccolo rituale che mi dà la forza per affrontare tutto con un sorriso».

Il messaggio alle future generazioni di donne che un giorno saranno madri e lavoratrici: «Possiamo essere madri presenti, donne realizzate e lavoratrici di successo, ma il segreto sta nel trovare il proprio equilibrio, nel sapersi ascoltare e nell’avere il coraggio di inseguire ciò che ci motiva davvero. Fare il proprio lavoro con amore, con curiosità, con dedizione, rende ogni sfida più leggera. L’entusiasmo per quello che fai ti spinge a dare sempre il meglio, a imparare e a crescere continuamente».

Alla Cogne Acciai Speciali Simona Lucà si occupa della garanzia di qualità e del sistema di gestione. È la mamma di Ludovica, 9 anni e di Beatrice, 4 anni. Anche a lei chiediamo il «segreto» per riuscire a bilanciare le esigenze del lavoro con la vita familiare e il ruolo di mamma? «Gestire i tempi e lavorare per obiettivi: al lavoro dare il massimo nel tempo a disposizione e poi correre dai propri figli e dedicare loro attenzioni» risponde.

E come fare per ricaricare le energie tra lavoro e famiglia? «Danza aerea in pausa pranzo, due volte a settimana, quando riesco, e pilates a casa al mattino presto, sempre quando riesco».

Infine il messaggio per le sue figlie e in generale per le future generazioni di donne che un giorno saranno madri e lavoratrici: «Inutile dire che non è semplice ed è stancante ma tutto si può fare, basta volerlo ed avere tanta passione in tutti i due ruoli di madre e lavoratrice».

Arianna Favre (Qualità Processo Prodotto-Remelting) è la mamma di Charlotte, 4 anni e di un maschietto che nascerà a inizio agosto. «Riuscire a trovare un buon equilibrio tra esigenze lavorative e vita familiare non è banale. – racconta – Oggi fortunatamente esistono tanti strumenti a disposizione dei genitori che permettono di rendere maggiormente flessibile l’orario di lavoro, come per esempio i permessi per allattamento, il congedo parentale su base oraria, la flessibilità e lo smartworking. Personalmente è stato anche molto utile aver avuto la possibilità di posticipare l’inizio della maternità obbligatoria alla data prevista del parto. Però, non vivrei il mio ruolo di mamma e lavoratrice così serenamente senza il fondamentale supporto del mio compagno e dei nonni paterni e materni. Difatti il nostro è un vero lavoro di squadra e mi reputo estremamente fortunata».

«Il momento “tutto mio” – prosegue Arianna Favre – che cerco di ritagliarmi per iniziare al meglio la giornata sono quegli scarsi, ma fondamentali 15 minuti la mattina prima che la casa si svegli. In realtà, da quando la bambina è stata svezzata, io ed il mio compagno abbiamo cercato di dividere in maniera equilibrata i compiti di genitore. Per esempio la routine della messa a nanna avviene a giorni alterni. Io mi occupo di accompagnarla a musica, invece, il mio compagno l’accompagna in piscina. Questo permette ad entrambi i genitori di ritagliarsi del momento per se stessi, che è un aspetto fondamentale da curare all’interno di una coppia con ricadute positive sulla vita familiare».

Il messaggio per i suoi figli e per le future generazioni di donne madri e lavoratrici: «La complicità, il sostegno reciproco ed il rispetto sono la base su cui costruire una vita familiare e lavorativa solida ed equilibrata. Ci potranno essere dei momenti di crisi, ma se la squadra è forte tutto può essere superato nel migliore dei modi».

Infine Fabiana Di Meo, supplier relationship management alla Cogne Acciai Speciali e mamma di Ludovico, 5 anni. «Riuscire a bilanciare il lavoro con la vita familiare e il mio ruolo di mamma è una sfida quotidiana, – spiega – ma è resa possibile grazie alla disponibilità dell’azienda a utilizzare lo smart working e a offrire una gestione flessibile degli orari. Questo mi permette di organizzare le giornate in base alle reali esigenze, senza dover rinunciare né alla professionalità né alla presenza in famiglia. La fiducia che l’azienda ripone in noi dipendenti è un valore aggiunto che rende tutto più sostenibile».

«Non ho un momento fisso della giornata completamente dedicato a me stessa, – aggiunge – ma riesco a ritagliarmi degli spazi nell’arco della settimana. Vivo in un contesto cittadino ristretto, dove i servizi sono facilmente raggiungibili, e questo mi consente di ottimizzare i tempi e di trovare quei piccoli momenti rigeneranti che mi aiutano a ricaricare le energie».

«Il messaggio che vorrei lasciare ai miei figli e alle future generazioni di donne – conclude Fabiana Di Meo – è che conciliare famiglia e carriera è possibile, anche se non sempre facile. Serve impegno, determinazione, ma soprattutto il coraggio di chiedere e costruire contesti di lavoro più flessibili e umani. Credete in voi stesse, cercate equilibrio e non abbiate paura di inseguire i vostri sogni: il futuro è nelle vostre mani».