PONT-SAINT-MARTIN (fci) Nella serata di domenica scorsa, 31 agosto, l’auditorium di Pont-Saint-Martin ha ospitato il comizio di apertura dell’Union Valdôtaine della campagna per le elezioni regionali. Tra gli interventi più applauditi quello del deputato Franco Manes (foto): «Ci aspetta una campagna complicata, che vedrà un susseguirsi di esponenti politici nazionali, leader che si ricordano della Valle ogni 5 anni e personaggi quantomeno bizzarri, arrivare qui e spiegarci come essere autonomisti o, addirittura, e questa è bella, dirci che loro sono più autonomisti di noi. Noi a questo risponderemo con il coraggio, con il coraggio della gente di montagna, perché noi rispetto a loro siamo differenti, l’Union è differente. Inoltre, voglio dire a tutti questi personaggi che ci dicono che per avere un legame con Roma bisogna affidarsi a un partito nazionale, che questo collegamento con il governo centrale non è una loro prerogativa, ma che anzi una Regione autonoma ha tutto il diritto di dialogare con le istituzioni centrali».
Franco Manes poi cala il jolly quando annuncia che «il 42 per cento lo prenderemo noi», ovvero la soglia per ottenere i 21 consiglieri e una maggioranza «tranquilla». Prima di lui sul palco era salito Marco Sucquet sindaco di Pont-Saint-Martin («di casa») che ha segnalato come il Mouvement presenti «un programma che copre tutti i comuni valdostani, pensato per il bene dei valdostani e che sia nelle mani dei valdostani. E un programma del genere solo l’Union è capace di farlo». Intervento anche critico verso il comportamento che in passato protagonisti del partito hanno assunto dopo i risultati elettorali: «atteggiamenti infantili, un teatrino indecoroso che non deve succedere mai più».
Da parte sua l’animatrice della Jeunesse Valdôtaine, Sylvie Bonel, ha definito gli altri partiti «pantaloni a vita alta ora che sono già passati di moda perché sono tornati quelli a vita bassa, mentre noi siamo qui, da 80 anni, sempre così e così non passiamo mai di moda». «Un bambino può nascere unionista e non è una questione di far sì che si tesseri, basta che lo senta, che gli appartenga. Scegliere l’UV significa scegliere il bene della Valle d’Aosta».
«Comportatevi bene e non litigate, altrimenti salgo su a Palazzo Deffeyes e ve ne dico quattro» l’avvertimento di Maura Susanna, infine il presidente Joël Farcoz: «La nostra non è una battaglia elettorale, non sono giochi di potere, ma è un voler costruire un futuro. In questo periodo chi scriveva VdA Libra deve aver cambiato un po’ la sua scrittura e chi si diceva autonomista è diventato molto amico dei partiti nazionali».

