AOSTA (fci) «La comunità valdostana esiste al di là del regime istituzionale applicato alla Valle d’Aosta e ha comunque bisogno di una nuova Autonomia che guardi, anche lei, al futuro». Si conclude con queste parole la nota diffusa ieri, venerdì 5, da Valle d’Aosta Futura in occasione dell’anniversario dell’approvazione dei decreti luogotenenziali (altro articolo correlato). «Appare indubbio che l’autonomia, e segnatamente la sua parte finanziaria (il riparto fiscale), abbiano contribuito grandemente allo sviluppo valdostano» si legge nella nota. Nella quale si rileva che «molti articoli dello Statuto, dalla zona franca all’effettiva parificazione linguistica, sono rimasti sostanzialmente lettera morta».
«Il nostro Statuto dimostra perciò tutti i suoi anni tanto nella formulazione, pur modificata rispetto a quella originaria, quanto nei contenuti, che, se potevano essere adeguati all’epoca della sua promulgazione, tradiscono oggi tutti i limiti del tempo trascorso».
«Sarà nostra cura, nel prosieguo della legislatura, specificare quali riforme è a nostro avviso necessario apportare allo Statuto, dopo ovvia negoziazione con lo Stato. Ma che una profonda riforma sia necessaria ci sentiamo di affermarlo fin da ora».
«Il 13 settembre del 1945 nasceva il movimento dell’Union Valdôtaine, in reazione a dei decreti luogotenenziali considerati gravemente insufficienti nei loro contenuti, e non in loro appoggio. Che oggi un partito omonimo continui a vantare “l’autonomia” attuale non solo come proprio punto di arrivo, ma come definente passato, presente e futuro dell’intera comunità valdostana appare triste, per non dire grottesco» conclude la nota.

