AOSTA (fci) Naturalmente sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio seguiti alla notizia della morte di Augusto Rollandin. «Un uomo delle istituzioni, un autonomista profondamente radicato alla sua terra» scrive in una nota il presidente della Regione Renzo Testolin, a nome di tutta la Giunta. «Ha segnato la storia e le istituzioni valdostane» aggiunge Alberto Bertin per il Consiglio regionale.
Dell’ultima fase politica è stato testimone «da vicino» Marco Carrel, assessore all’Agricoltura di Pour l’autonomie, movimento nato su impulso di Augusto Rollandin nel 2020. Così lui e il capogruppo e segretario politico di Pour l’Autonomie Aldo Di Marco: «A noi, che abbiamo avuto l’onore di essergli accanto, spetta adesso l’arduo compito di continuare sulla strada da lui tracciata, perseguendo con la stessa tenacia i suoi obiettivi per questa nostra meravigliosa regione, e concretizzando il patrimonio di esperienze e di lezioni che costituiscono la sua preziosa eredità ».
«Auguste Rollandin a été un homme dont la forte personnalité et les idées décisives ont profondément transformé notre Vallée. On se souviendra de lui pour son engagement politique et administratif à l’écoute des valdôtains», ricorda l’Union Valdôtaine, movimento nel quale ha militato per oltre 45 anni.
«Augusto è stato certamente il personaggio più rilevante che abbia calcato la scena politica della nostra Regione dall’avvento dell’Autonomia ad oggi. Quanto affermo non attiene tanto ad una sua particolare maestria nella recita del teatrino della politica.
Quanto piuttosto alla sua innata capacità di gestire ed implementare – con rara efficacia – un consenso elettorale senza precedenti; peraltro democraticamente conquistato»: così l’ex politico socialista valdostano Bruno Milanesio, oggi referente dell’associazione Evolvendo, ricorda Augusto Rollandin.
Emily Rini, a nome del Coordinamento di Forza Italia, scrive: «Augusto Rollandin lascia a tutti in eredità due grandi insegnamenti: il primo, puramente politico, è che l’autonomia della nostra amata Valle d’Aosta la si può tutelare e valorizzare solamente attraverso la cura di buone relazioni a livello centrale, poiché non sono le dimensioni di un territorio a fare la differenza se alle spalle ci sono competenza, serietà, pragmatismo e grande lungimiranza. Il secondo, più personale, è che in politica ci si può anche scontrare sulle idee, senza però mai sconfinare nell’attacco alla persona. Per lui il rispetto non doveva mai venire meno».
«Nonostante i momenti in cui lo scontro politico si è fatto duro per scelte da noi non condivise, – si legge in una nota del Pd – va riconosciuta a Rollandin la capacità di rappresentare lo spirito valdostano, oggi orfano di un padre storico dell’autonomia».
Anche il vescovo di Aosta, monsignor Franco Lovignana (con lui nella foto di repertorio), ha reso omaggio a Rollandin a Palazzo regionale, dove lunedì è stata allestita la camera ardente. A nome di tutta la Diocesi, monsignor Franco Lovignana ha espresso la partecipazione al lutto della famiglia e ha ricordato che «il Presidente Rollandin ha segnato la storia sociale e politica degli ultimi decenni della nostra Valle ».
«Le varie stagioni in cui ha governato e i differenti ruoli ricoperti lo hanno visto adattarsi con grande plasticità al mondo che cambia, e gli hanno permesso di confrontarsi con importanti personalità della politica nazionale, sempre rappresentando al meglio gli interessi della comunità valdostana a Roma» afferma il sindaco di Aosta, Gianni Nuti, a titolo personale e a nome dell’Amministrazione comunale.
«Ci lascia un uomo che ha attraversato e segnato quasi cinquant’anni di storia della Valle d’Aosta. – ricorda il deputato valdostano Franco Manes – Augusto Rollandin è stato una figura carismatica, a volte anche determinata fino alla durezza, ma sempre capace di guidare con fermezza lo sviluppo della nostra Regione. È stato un politico stimato, ma anche ‘scomodo’ per molti avversari e, talvolta, persino per chi si professava suo ‘amico’».

