«Il presidente Renzo Testolin e l’assessore Luigi Bertschy nella prossima legislatura non potranno ricoprire cariche all’interno della giunta regionale». Lo ribadiscono Europa Verde e Rete civica in una conferenza stampa convocata lunedì scorso, 24 marzo, in base ad un parere pro veritate redatto dal professore Andrea Morrone, docente di diritto costituzionale all’università di Bologna.
«La questione è stata sollevata l’autunno scorso – ha detto la consigliera regionale Chiara Minelli (Pcp) – ma, nonostante la nostra richiesta di interpretazione della legge 2007, abbiamo solo ottenuto una “non risposta”. Non abbiamo chiesto valutazioni, il presidente Alberto Bertin si è sottratto ad una precisa responsabilità. Così abbiamo chiesto noi un parere su una questione non marginale, che riguarda tutti. Non c’è volontà di accanimento, però occorre chiarire la questione».
Ad illustrare il parere è stato Elio Riccarand (Rete civica): «Ci è sembrato doveroso chiedere il parere di un giurista. Il punto centrale è la “ratio” della disposizione sui limiti di rielezione prevista dalla legge della Regione Valle d’Aosta numero 21 del 7 agosto 2007. Legge che applica la modifica dello Statuto del 2001, rafforzando il ruolo di presidente e assessori ma delimitando i loro poteri. L’articolo 3 comma 3 pone dei limiti».
Nel parere, in dettaglio, si sottolinea che «l’articolo 3.3 è il frutto di una scelta politica del legislatore, lo scopo della norma è limitare la “continuità del potere” per i titolari degli organi di governo della Regione oltre un certo numero di volte, fissato, come detto, in 2 mandati svolti consecutivamente durante 2 legislature successive».
Pertanto «vieta la rieleggibilità per la terza volta consecutiva alla carica di presidente della Regione, assessore e vicepresidente della Regione di chi ha già svolto una qualsiasi di quelle stesse cariche in 2 precedenti legislature consecutive, salvo che una delle 2 cariche ricoperte abbia avuto una durata inferiore a 2 anni 6 mesi e 1 giorno».
«Di conseguenza, avendo già ricoperto per 3 volte consecutive una carica interna alla Giunta regionale in 3 legislature successive, gli attuali titolari della carica di presidente della Regione e di vicepresidente della Regione non sono rieleggibili nella prossima legislatura per una quarta volta ad una carica interna alla Giunta regionale».
AOSTA (fci) Europa Verde e Rete civica sostengono che lei e il presidente Renzo Testolin nella prossima legislatura non potrete ricoprire degli incarichi di Governo. « L’opinione dei 2 movimenti – risponde Luigi Bertschy, vice presidente della Regione e assessore allo Sviluppo economico – e in particolare della consigliera Chiara Minelli è nota da tempo. Un parere di un giurista bolognese ha sostenuto la loro posizione che sotto il profilo politico mi sembra alimentata da un ingiustificato obiettivo persecutorio. L’esponente di opposizione e i suoi compagni di partito sono inciampati in una clamorosa caduta di stile: il quesito che è stato posto al docente universitario non concerne l’interpretazione generale della legge bensì una precisa questione “ad personam” che riguarda me e il Presidente della Regione. Non mi sembra corretto e sono molto dispiaciuto di questo attacco che considero, visto il tenore del parere riferito a singole posizioni, personale ».
Secondo lei perché? «Me lo sono chiesto anche io. L’unica risposta plausibile è che quelle forze politiche vogliono attaccare i vertici istituzionali della Regione, probabilmente con il solo fine di recare un danno di immagine o di trarne un vantaggio competitivo, alimentando confusione nella campagna elettorale».
La posizione espressa da Rete civica può effettivamente condizionare le dinamiche politiche? «Lo vedremo, ma quanto comunicato pubblicamente nei giorni scorsi, peraltro riportato come verità inattaccabile, ha sicuramente creato confusione tra le persone. Quello che è certo è che non influirà sull’impegno che io e il presidente Renzo Testolin metteremo in questi mesi di fine legislatura sui dossier ancora aperti per finalizzare i già importanti risultati ottenuti grazie al lavoro di tutti i consiglieri dell’Union Valdôtaine e della maggioranza».
Cosa succede adesso e cosa si aspetta per il futuro? «Prendo atto e ringrazio il movimento a cui appartengo, l’Union Valdôtaine, della decisione di confermare, in qualità di candidati, gli attuali eletti in Consiglio regionale. È una decisione positiva che permette di valorizzare le esperienze, le competenze maturate e il lavoro svolto dal gruppo consiliare dell’Union Valdôtaine, anche per ricomporre il fronte unionista. Ora è importante dare la massima disponibilità al movimento e lavorare uniti per completare la legislatura e preparare al meglio le prossime elezioni regionali con l’obiettivo di rafforzare la posizione dell’Union Valdôtaine all’interno del Consiglio Valle. La nostra regione ha bisogno di una componente autonomista forte per poter proseguire il percorso di sviluppo e di valorizzazione della nostra identità».
Ritiene di poter ancora ricoprire una carica di governo nella prossima legislatura? «Se si riferisce a impedimenti di tipo giuridico-legislativo le posso confermare che gli approfondimenti sin qui svolti evidenziano interpretazioni diverse e opposte rispetto alle conclusioni di Rete civica. In ogni caso è un problema che al momento non si pone perché il nostro sistema elettorale non prevede un’e lezione diretta del Presidente e della Giunta regionale: per poter ricoprire la carica di Assessore è necessario prima essere eletto consigliere regionale e poi, eventualmente, se il gruppo è parte di una maggioranza, si può essere indicati per ricoprire la carica».
Ed è proprio qui che appare in tutta la sua evidenza la stranezza della posizione di Chiara Minelli e dei movimenti che la sostengono: non ha alcun senso voler definire, a tutti i costi in questo momento e in questa legislatura, tale questione quando riguarda il prossimo quinquennio e le valutazioni che farà il prossimo Consiglio regionale».
Con quale atteggiamento affronterà le prossime elezioni regionali? «Questo attacco politico dimostra che la campagna elettorale per le elezioni regionali è già iniziata. Affronterò con la massima serenità l’appuntamento elettorale del prossimo autunno, consapevole del lavoro svolto e dei risultati concreti raggiunti insieme al gruppo dell’Union Valdôtaine».
Cristiano Florio

