AOSTA (zgn) Mercoledì scorso, 2 luglio, nel quadro dei lavori del Comitato Europeo delle Regioni a Bruxelles, è stato presentato il libro “San Bernardo di Aosta, patrono delle Alpi e custode delle genti alpine”, pubblicazione patrocinata dal Consiglio Valle. La presentazione si è svolta nell’ambito dei lavori della Delegazione italiana al Comitato delle Regioni, alla presenza di numerose personalità istituzionali e diplomatiche. L’evento ha rappresentato un’occasione per riflettere sull’attualità del messaggio di San Bernardo, figura legata profondamente alla storia e alla spiritualità delle Alpi. Nel suo intervento l’assessore agli Affari europei Luciano Caveri ha ripercorso episodi inerenti alla figura del Santo, dai rapporti diplomatici di quest’ultimo con l’Imperatore del Sacro Romano Impero, al pittoresco utilizzo dei celebri cani San Bernardo nel soccorso alpino, oltre all’incontro avvenuto nel novembre scorso tra Papa Francesco e i Canonici dell’Ospizio del Gran San Bernardo, in cui, presente una delegazione valdostana, il Pontefice ha sottolineato il valore dell’ospitalità e della solidarietà verso migranti e viandanti, citando espressamente la vocazione universale del messaggio di San Bernardo d’Aosta.
«Al Comitato delle Regioni abbiamo fatto un balzo indietro nel tempo di mille anni, portando in Europa la testimonianza di un Santo importante che lo stesso Pontefice Pio XI, Papa Ratti, definì Santo protettore delle Alpi, delle Montagne e dei viandanti. – ha dichiarato l’assessore Luciano Caveri – I due ospizi, rispettivamente del Grande e del Piccolo San Bernardo, da lui eretti 1.000 anni fa fra le nostre montagne, sono l’espressione tangibile del suo impegno in vita a facilitare scambi e rapporti fra genti e popolazioni, in una Europa turbolenta che lo vedeva parimenti adoperarsi personalmente ad una intesa fra Papato e Impero».
L’evento è stato inoltre l’occasione per l’assessore Luciano Caveri di evidenziare l’assoluta e certificata valdostanità di San Bernardo, a dispetto di vere e proprie fake news ante litteram diffuse a partire del XV secolo, che vedevano certa aristocrazia francese insistere nell’autenticarlo come Santo originario d’oltralpe, con il nome di San Bernardo di Mentone.
Alla presentazione erano presenti il nunzio apostolico in Belgio monsignor Franco Coppola, l’ambasciatore Marco Canaparo per la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione europea, l’ambasciatore Rita Adam della Missione Svizzera presso l’Unione Europea, il console generale d’Italia a Bruxelles Francesco Varriale e il consigliere di nunziatura presso l’Unione Europea monsignor John Baptist Itaruma.
Ad accogliere il numeroso pubblico, oltre all’assessore Luciano Caveri, erano presenti la presidente del Comitato europeo delle Regioni Kata Tüttö, il presidente della delegazione italiana presso il Comitato europeo delle Regioni e presidente del Piemonte Alberto Cirio e il segretario generale del Comitato europeo delle Regioni Petr Blízkovsky.
Apprezzata infine la presenza all’evento di un esemplare di cane San Bernardo, di proprietà di una famiglia belga, dal nome Napoleone. «Ho spiegato – conclude Luciano Caveri – di come il nome non potesse essere più appropriato, in ragione della discesa nel 1800 del Generale francese attraverso il Colle del Gran San Bernardo. Ho anche ricordato come la tradizione di rappresentare questi cani con la botticella con il liquore sotto il collo non abbia nessun riscontro storico, bensì risalga ad un’invenzione di pittori inglesi nel corso del XIX secolo».

