Regione

CAMBIA L’IVAT, CHE ORA SI CHIAMA L’ARTISANÀ. LE PRINCIPALI NOVITÀ

Spazio alla formazione nella nuova legge per valorizzare l’artigianato valdostano

Ingrandisci la foto: Il relatore Corrado Jordan
Il relatore Corrado Jordan
5 minuti di lettura

AOSTA (fci) Il Consiglio Valle ha approvato un disegno di legge che contiene disposizioni per la tutela, la valorizzazione e la promozione dell’artigianato valdostano e la nuova disciplina dell’Institut valdôtain de l’artisanat de tradition (Ivat), ora denominato L’Artisanà. Il testo ha ottenuto 28 voti a favore (Union Valdôtaine, Federalisti progressisti-Partito democratico, Pour l’autonomie, Stella Alpina, Lega Vda e Forza Italia) e 7 astensioni (Rassemblement Valdôtain e Progetto Civico Progressista). Dei 22 emendamenti presentati in aula al testo predisposto dalla quarta Commissione, ne sono stati approvati 4: 1 della maggioranza, 1 di Rassemblement Valdôtain e 2 della Lega.

L’iniziativa legislativa è volta a valorizzare, in un testo unico, il patrimonio culturale e identitario rappresentato dall’artigianato valdostano, con particolare attenzione a quello storico e tradizionale, per accrescerne il valore pubblico negli ambiti culturale, economico, sociale, ambientale e turistico. Viene delineato un quadro di misure e strumenti per il suo sviluppo, anche attraverso un sistema di formazione integrato.

«Uno degli obiettivi – ha detto in aula il relatore, il consigliere unionista Corrado Jordan – più ambiziosi di questo provvedimento, assieme alla nuova classificazione dell’artigianato valdostano, è quello di creare sul territorio un sistema formativo integrato, che investe nel futuro del settore e nella crescita delle nuove generazioni con il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati. La proposta di revisione delle leggi regionali parte dalla constatazione del nuovo contesto nel quale è comparso un artigianato moderno accanto a un artigianato legato alla tradizione e opera in due direzioni: di inclusione e di differenziazione accentuando in entrambi i casi l’identità del patrimonio culturale valdostano. La classificazione è comunque inclusiva, non stabilisce una gerarchia di valore tra artigianati diversi: ogni tipo di artigianato ha le sue peculiarità e la sua dignità».

«Questa classificazione – ha spiegato Corrado Jordan – ha inoltre il vantaggio di eliminare il termine “equiparato” (a quello tradizionale) il quale, con l’intento di differenziare, definisce però una posizione di subordine e di secondarietà nell’interesse, nell’importanza e nel valore. La nuova classificazione può rappresentare anche uno strumento di marketing per la commercializzazione dei prodotti, tramite l’adozione di più contrassegni – uno per tipo di artigianato – con l’obiettivo di differenziare e sottolineare l’identità dell’oggetto. Nel futuro assetto delle politiche pubbliche di promozione dell’artigianato valdostano infine, è confermato il ruolo dell’Ivat-Institut valdôtain de l’artisanat de tradition, la cui nuova denominazione sarà L’Artisanà, ovvero di un ente pubblico strumentale della Regione che persegua l’obiettivo di sviluppare e promuovere – anche all’esterno del territorio regionale e in ambito internazionale – l’artigianato valdostano, con una particolare attenzione a quello storico-tradizionale che rappresenta il prezioso patrimonio immateriale della Valle».

Il capogruppo di Pour l’Autonomie, Aldo Di Marco, ha evidenziato: «I capisaldi sono quattro: la creazione del Comitato tecnico per la tutela dell’artigianato che fornirà i pareri alla giunta sulle diverse questioni dell’artigianato, in modo da poter riempire di contenuti i macro principi di questa norma; un sistema di formazione integrato, con corsi di formazione permanente, programmi di orientamento rivolti ai giovani, in collaborazione con le scuole, e formazione professionalizzante; gli incentivi economici per preservare le tecniche e conoscenze a rischio di progressivo abbandono; la ridefinizione dell’Ivat e la valorizzazione del Museo dell’artigianato valdostano di tradizione per le attività culturali ed espositive».

Il vicecapogruppo della Lega Vda, Erik Lavy, ha parlato di «una legge importante a cui la maggioranza ha chiesto di portare i nostri contributi al testo normativo, cosa che abbiamo fatto con grande spirito di collaborazione per contribuire a normare un settore centrale della nostra storia e identità culturale. Spiace che questa ricerca della condivisione arrivi solo a fine Legislatura e non sia stata utilizzata prima». «Riteniamo che questo testo di legge manchi di una visione lungimirante e per questo motivo abbiamo presentato una serie di emendamenti finalizzati a garantire un sostegno duraturo al settore dell’artigianato tipico valdostano» ha dichiarato il consigliere Christian Ganis di Forza Italia. «Tengo a sottolineare l’importanza degli articoli legati al sistema di formazione, per trasmettere questo patrimonio alle giovani generazioni e per dargli un momento di conoscenza e di maggiore lustro» ha affermato Paolo Cretier capogruppo dei Federalisti progressisti-Partito democratico. La capogruppo di Pcp, Erika Guichardaz, ha parlato di disegno di legge «molto atteso, vista l’obsolescenza delle leggi e considerata l’importanza dell’artigianato locale. Questa legge ha avuto un iter che è partito bene a ottobre 2023, con un gruppo di lavoro che ha coinvolto anche tutti i capigruppo, ma che purtroppo oggi sconta una mancanza di dialogo. Di fatto è un’operazione di restyling e di marketing: la denominazione Ivat viene sostituita con L’Artisanà e la Foire in La Saint Ours. Oggi, in questo testo di legge, aver tolto la classificazione, che invece c’era prima, sembra voler venir meno proprio a questo aspetto culturale. Anche gli attori principali, gli artigiani, vengono quasi marginalizzati e non li ritroviamo più negli organi di decisione: ecco perché abbiamo presentato un emendamento affinché vengano reinseriti nel CdA dell’Artisanà. Ci rammarichiamo del fatto che non ci sia stata maggiore condivisione, perché votare all’unanimità questa legge avrebbe avuto una valenza diversa».