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Terremoto indipendentisti. Appello del Pd, nella lista Uv via libera a Laurent Viérin

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AOSTA (fci) Terremoto in Pays d’Aoste Souverain-Pas: uno dei leader del movimento indipendentista, Philippe Milleret, esce e aderisce a La Renaissance Valdôtaine di Giovanni Girardini. Insieme a lui lasciano Pas anche Daniela Amato e Henry Truchet. “Sono passati due anni da quando abbiamo osservato da vicino la réunion (degli autonomisti, ndr) e oggi non ci sono a nostro avviso – scrivono i tre in una nota – le condizioni per fare una coalizione seria, costruttiva e soprattutto pragmatica con loro. La réunion è una questione di numeri o di ideali? Crediamo che la prima sia la risposta più corretta e noi non possiamo accettare che i veri ideali di chi ama e vive la Valle d’Aosta vengano messi in secondo piano rispetto ai numeri che tanto angosciano chi vuole mantenere un ruolo di potere a tutti i costi. Visto l’accordo di Pas con l’Union Valdôtaine il Movimento si spacca. Proponemmo al direttivo di Pas, già nel mese di aprile, la possibilità di aprire un dialogo su punti concreti con La Renaissance Valdôtaine, ma la proposta fu respinta alla luce degli accordi già presi da La Renaissance con i partiti del centro destra. Autonomia, autogoverno e zona franca per noi non hanno colori”.

“La loro scelta – scrive in una nota Giovanni Girardini, leader de La Renaissance Valdôtaine – è motivata dal fatto che hanno trovato in noi un movimento con il quale puntare con concretezza a cambiare il sistema Valle d’Aosta ormai fermo da decenni per arrivare, insieme ai partiti che oggi governano democraticamente il nostro Paese, ad una reale applicazione dello Statuto della nostra autonomia speciale ed in particolare al concetto quasi dimenticato di Zona Franca. Non possiamo che rallegrarci per questo che dimostra quanto la Renaissance Valdôtaine, malgrado la sua giovane età, incarni più di tanti altri sedicenti autonomisti il desiderio che tanti cittadini hanno di vivere in pienezza il nostro essere valdostani e abitanti di una realtà tanto particolare del Paese Italia e della nostra Europa”.

“Più che di un terremoto si tratta di un procurato panico” scrive in una nota Christian Sarteur, portavoce di Pays d’Aoste Souverain, in merito alla fuoriuscita di alcuni membri dal movimento. “Con una mossa piuttosto estemporanea alcuni componenti di Pas hanno proposto l’alleanza con Renaissance e quindi con la destra italiana, ben lontana dal desiderio di autogoverno della Valle d’Aosta” alludendo all’adesione – ufficializzata nelle scorse settimane – della Renaissance di Girardini al progetto del Centrodestra valdostano, che vede insieme Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati e Udc, per le elezioni regionali e soprattutto per le Comunali di Aosta. “Tale proposta ovviamente è stata respinta a larga maggioranza da Pas che continua il suo percorso politico iniziato anni fa nel quale è prevista l’alleanza con l’Union Valdôtaine. La politica è fatta di serietà, determinazione e coerenza, i ‘coups de théâtre’ fanno parte del mondo dello spettacolo e li lasciamo quindi a chi è più abituato a stare sul palco”.

Intanto il Pd chiama l’Union Valdôtaine
“È essenziale la costruzione di un fronte ampio, una coalizione progressista e autonomista che tenga insieme esperienze diverse, ma capaci di convergere su un orizzonte comune. Una coalizione che dia continuità ai risultati raggiunti negli ultimi anni sia a livello regionale che nel governo della città di Aosta, ma che soprattutto sappia parlare al futuro, al cambiamento, alle nuove generazioni. È una proposta che rivolgiamo con chiarezza e determinazione all’Union Valdôtaine, con cui condividiamo un lungo percorso fatto di visione concreta e radicamento storico nella nostra Petite Patrie”. Lo scrive in una nota – diffusa martedì scorso, 6 maggio – il Partito Democratico della Valle d’Aosta in vista del doppio appuntamento elettorale di settembre che “impone a tutte le forze progressiste e autonomiste una scelta di campo chiara e coraggiosa: non è il tempo delle ambiguità né delle solitudini strategiche”.

“Davanti a noi – prosegue il Pd – c’è una destra che si presenta organizzata, coesa e ambiziosa, con l’obiettivo esplicito di conquistare il governo della Regione attraverso il traino di Fratelli d’Italia e di forze civiche satelliti. Una destra che, a ogni livello, promuove modelli che smantellano lo stato sociale, privatizzano i servizi pubblici, e negano le specificità territoriali. La risposta non può essere semplicemente difensiva né nostalgica: deve essere un passo in avanti, netto e collettivo, su un terreno programmatico forte e credibile. Serve un progetto politico che parli di una Valle d’Aosta moderna, plurale, solidale e profondamente radicata nei valori dell’autonomia. Un’autonomia che non può essere solo memoria, ma visione, innovazione, responsabilità”. La proposta è rivolta anche “alle forze della sinistra, del centro socialista e riformista, a cui chiediamo un patto di responsabilità, superando i riflessi divisivi” e “alle forze del nuovo centro autonomista, con cui condividiamo la consapevolezza che le grandi riforme non sono più rinviabili: enti locali, casinò, concessioni idroelettriche, pubblica amministrazione, e soprattutto la riscrittura del nostro Statuto Speciale”.

In casa Union Valdôtaine intanto prosegue il lavoro per la composizione della lista. La notizia di questi giorni è il via libera della sezione di Jovençan alla candidatura dell’ex presidente Laurent Viérin avvenuto mercoledì 7 maggio, all’unanimità degli oltre trenta presenti. Come è noto, nella squadra unionista hanno il posto «garantito» i 10 consiglieri regionali uscenti (non Albert Chatrian, che ha raggiunto il limite dei mandati).

“Caro Pd, siamo orgogliosamente diversi da voi”
“Quindi anche in Valle d’Aosta c’è chi concepisce la politica solo come giochino personale ‘contro qualcuno’. Caro Pd, noi siamo orgogliosamente diversi da voi. Noi proponiamo dialoghi e alleanze solo ed esclusivamente per: per cercare di dare risposte ai valdostani. Non troverete mai Forza Italia in nessun progetto che ha come unico minimo comune denominatore l’odio verso qualcuno”. Così Emily Rini, coordinatrice regionale di Forza Italia Valle d’Aosta, dopo la nota con cui il Pd Valle d’Aosta ha chiesto la “costruzione di un fronte ampio, una coalizione progressista e autonomista”.