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CRESCITA SENSIBILE DEI MERCATI DEL REGNO UNITO E FRANCESE. L’ANALISI DELL’ASSESSORE AL TURISMO GIULIO GROSJACQUES

Turismo, nuovo record: nel 2025 sono stati registrati 4,5 milioni di presenze. La Lombardia non tradisce, boom di Israele. Quanto valgono gli affitti brevi

Ingrandisci la foto: Giulio Grosjacques, assessore regionale al Turismo, Sport e Commercio, commenta i numeri soffermandosi in particolare su quelli degli alloggi ad uso turistico
Giulio Grosjacques, assessore regionale al Turismo, Sport e Commercio, commenta i numeri soffermandosi in particolare su quelli degli alloggi ad uso turistico
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AOSTA (fci) Batte un nuovo record il turismo valdostano:
dopo aver sfondato il muro dei 4 milioni di presenze (cioè le notti trascorse nelle strutture ricettive) nel 2024, nel 2025 sono salite a 4.531.587, il 12 per cento in più dell’anno precedente.
Gli arrivi sommano a 1.583.800, con un incremento del 10 per cento. Tutti dati che includono i numeri degli alloggi ad uso turistico.
Le provenienze italiane di prossimità (Lombardia, Piemonte e Liguria) nel 2025 rappresentano il 36 per cento del totale delle presenze (italiane e straniere) e il 64 per cento di quelle italiane. In particolare la Lombardia è passata dalle 650mila del 2011 alle quasi 900mila del 2025.
Confrontando il 2025 con il 2024 – e sempre includendo gli alloggi ad uso turistico – gli italiani aumentano sia gli arrivi (902.358) che le presenze (2.563.174) dell’8 per cento; risulta maggiore la variazione positiva degli stranieri che aumentano gli arrivi (681.442) del 13 e le presenze (1.968.413) del 16 per cento.
Nel 2025 il 57 per cento delle presenze è italiano. Gli stranieri sono tornati al livello del periodo pre-pandemico.
I flussi turistici dell’anno 2025 confrontati con i valori del 2024 – escludendo gli alloggi ad uso turistico – riportano una variazione positiva (8 per cento) degli arrivi (1.457.415) e delle presenze (9 per cento, 4.039.492) che in valori assoluti corrisponde a un aumento di 348.859 presenze.
Sempre escludendo gli alloggi ad uso turistico, gli italiani aumentano sia gli arrivi (6 per cento) sia le presenze (7 per cento); anche gli stranieri aumentano, in misura maggiore rispetto agli italiani: gli arrivi del 12 e le presenze del 13 per cento.

Le provenienze
Per quanto riguarda le provenienze italiane, nel 2025 le regioni che «ci mandano» più turisti sono Lombardia (889.304 presenze, più 8 per cento rispetto al 2024), Piemonte (477.211, più 5 per cento), Liguria (271.126, più 9 per cento), Lazio (174.275, più 10 per cento) ed Emilia Romagna (160.898, più 14 per cento).
Gli incrementi maggiori riguardano la Provincia di Trento (29 per cento, 2.833 presenze in più) e la Basilicata (29 per cento, 2.244 presenze in più).
Nel 2025 le principali provenienze straniere sono Regno Unito (349.021 presenze, più 11 per cento rispetto al 2024), Francia (260.880, più 16 per cento), Svizzera (144.213, più 11 per cento), Paesi Bassi (126.304, più 21 per cento), Svezia (121.865, più 5 per cento), Belgio (119.636, più 20 per cento), Germania (106.124, più 15 per cento) e Usa (89.386, più 24 per cento). Ultima la Russia con 14.782 presenze, comunque più 7 per cento rispetto all’anno precedente, mentre l’incremento maggiore lo fa registrare il Canada, più 34 per cento.

I comprensori
Confrontando il 2025 con il 2024 si distinguono per una forte variazione positiva i comprensori turistici Monte Bianco, Monte Cervino e Aosta e dintorni. In quest’ultima zona le presenze sono 857.471 ed equivalgono al 19 per cento del totale della regione; nel Monte Bianco sono 1.195.451 pari al 26 per cento della Valle d’Aosta, nel Monte Cervino 864.780, il 19 per cento della regione, e con la permanenza più alta: 4,1 notti. Il Monte Cervino come il Gran Paradiso fa segnare la crescita più alta rispetto al 2024, il 14 per cento, secondi solo alla Valle del Lys: più 15 per cento.
Confrontando il 2025 con il 2024, ed escludendo gli alloggi ad uso turistico, si distinguono per una variazione positiva consistente i comprensori turistici Monte Bianco, Monte Cervino e Aosta e dintorni; l’unico che riporta una flessione è Val d’Ayas Champoluc: meno 1 per cento.
Prendendo in considerazione le singole località, nel 2025 Courmayeur si conferma regina delle presenze: 649.999 (più 13 per cento rispetto al 2024, 618.784 presenze senza gli alloggi turistici). Seguono Breuil-Cervinia (559.364, più 17 per cento, 493.234), Aosta (327.407, più 12 per cento, 243.400), La Thuile (296.527, più 12 per cento, 287.482), Champoluc Ayas (237.455, più 1 per cento, 217.557), Cogne (224.960, più 36 per cento, 207.609), Pila (187.039, più 13 per cento, 179.109), Saint-Vincent (158.689, più 5 per cento, 147.387), Gressoney-La-Trinité (148.676, più 25 per cento, 147.331), Valtournenche (148.273, più 10 per cento, 121.272) e Gressoney-Saint-Jean (130.364, più 8 per cento, 127.661).

Tipologia ricettiva
A farla da padrone sono sempre gli alberghi, che l’anno scorso hanno registrato 2.444.700 presenze, pari al 54 per cento del totale. Già al secondo posto gli alloggi ad uso turistico: 492.185, l’11 per cento. Quindi RTA (388.946, 9 per cento), campeggi (340.426, 8 per cento), CAV (223.551, 5 per cento) e affittacamere (173.449, 4 per cento).
In particolare, per quanto riguarda gli alberghi, il 42 per cento delle presenze è stato fatto registrare dagli hotel a 3 stelle, il 28 per cento nei 4 stelle, un buon 8 per cento nei 5 stelle, pari ai 2 stelle.

Focus sugli alloggi
Durante il 2025 le provenienze italiane valgono il 52 per cento del totale delle presenze registrate negli alloggi ad uso turistico (comanda la Lombardia con 93.729 presenze), mentre per quanto riguarda le provenienze straniere (naturalmente al 48 per cento del totale) al primo posto è la Francia con 36.959. Balzo di Israele, che con un più 100 per cento sale a 8.160 presenze, e della Finlandia: più 112 per cento a 4.325 presenze.

Infine, per quanto riguarda la distribuzione nel 2025 delle presenze negli alloggi ad uso turistico nelle principali località, comanda Aosta con 84.007 (più 26 per cento rispetto al 2024), quindi Breuil-Cervinia (66.130, più 58 per cento), Courmayeur (31.215, più 43 per cento), Valtournenche (27.001, più 35 per cento), Champoluc/Ayas (19.898, più 47 per cento), Cogne (17.351, più 60 per cento), Sarre (13.274, più 8 per cento), Morgex (12.974, più 34 per cento), Pré-Saint-Didier (12.674, più 34 per cento) e Saint-Vincent (11.302, più 9 per cento).
L’incremento maggiore, più 71 per cento, a Saint-Christophe, che nel 2025 registra 3.533 presenze negli alloggi a uso turistico.

Anno dei record assoluti
«Se lo scorso anno accoglievo con soddisfazione l’ottimo bilancio del 2024, oggi non posso che confermare il proseguimento di questo trend eccellente: i dati ribadiscono la forte attrattività della Valle d’Aosta sia sul mercato nazionale che su quello internazionale» dichiara l’assessore regionale al Turismo Giulio Grosjacques.
«Il 2025 si è confermato l’anno dei record assoluti per il turismo in Valle d’Aosta, superando i primati già stabiliti nel 2024. Sono stati infranti i picchi storici con oltre 4,5 milioni di presenze totali, trainate da una crescita sensibile dei mercati inglese e francese e dal consolidamento degli alloggi ad uso turistico. – prosegue l’Assessore – Anche escludendo questi ultimi dal computo, per mantenere un confronto omogeneo con il passato, gli arrivi nelle strutture ricettive sono aumentati dell’8 per cento e le presenze del 9 per cento rispetto all’anno precedente, a testimonianza di una vitalità che tocca ogni comparto del nostro sistema ricettivo».

«I numeri rappresentati sono frutto di un lavoro di squadra che unisce l’attenzione e i grandi investimenti, in particolare nel settore degli impianti a fune, da parte dell’amministrazione regionale, il contributo degli enti locali con l’impegno e la professionalità degli operatori turistici del territorio. Questa sinergia ha permesso di intercettare una domanda internazionale sempre più qualificata, con gli stranieri che crescono del 16 per cento e confermano il Regno Unito come primo mercato, seguito da una Francia in forte ascesa e da performance straordinarie di mercati emergenti o in ripresa come gli Stati Uniti e Israele».

«Al tempo stesso, la solidità dei nostri mercati di prossimità, in particolare Lombardia, Piemonte e Liguria, continua a rappresentare il pilastro fondamentale della nostra economia turistica, garantendo oltre la metà delle presenze complessive in regione. È inoltre estremamente significativo il dato relativo all’alta hotellerie: il balzo del 67 per cento registrato dagli hotel a 5 stelle dimostra come la Valle d’Aosta stia diventando una destinazione di riferimento per il turismo di lusso, grazie a investimenti mirati sulla qualità e sull’eccellenza dell’accoglienza. – conclude Giulio Grosjacques – Anche il dato degli alloggi ad uso turistico, che segna un incremento del 32 per cento, va letto con estremo favore poiché riflette l’efficacia del nuovo sistema di rilevazione regionale, capace di far emergere e monitorare flussi che in passato sfuggivano alle statistiche ufficiali. Tutti i nostri comprensori, dal Monte Bianco al Cervino fino ad Aosta e dintorni, chiudono l’anno in un quadro ampiamente positivo, confermando che la strategia di valorizzazione dell’intero territorio sta portando i frutti sperati e ci permette di guardare al futuro con rinnovato ottimismo».

Cristiano Florio