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Union Valdôtaine, gli eletti avranno il posto assicurato in lista. Regolamento pronto, lunedì riunione con i presidenti delle sezioni

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AOSTA (fci) I consiglieri regionali dell’Union Valdôtaine in carica avranno il posto assicurato nei 35 che il Leone Rampante candiderà alle elezioni regionali di domenica 28 settembre. E’ quanto ha deciso la commissione Règlement che lunedì prossimo, 31 marzo, sottoporrà il documento con le regole per la formazione della lista (e le indicazioni per un corretto svolgimento della campagna elettorale) ai presidenti delle sezioni unioniste.

I posti bloccati quindi sono 10: i consiglieri unionisti attualmente in carica sono 11 ma l’ex assessore Albert Chatrian non può ricandidarsi avendo raggiunto il limite dei mandati. I 10 con il posto in lista garantito sono allora il presidente della Regione Renzo Testolin, gli assessori Luigi Bertschy, Luciano Caveri, Davide Sapinet e Giulio Grosjacques, il capogruppo Aurelio Marguerettaz, l’ex presidente Erik Lavevaz e i consiglieri Roberto Rosaire, Corrado Jordan e Roberto Barmasse.

A questi 10 – salvaguardati in quanto «patrimonio del Mouvement » – bisognerà aggiungere 13 candidate per garantire la parità di genere, come vuole la legge. Quindi per gli aspiranti candidati maschi rimangono 12 posti. Sarà battaglia. Con una variabile non da poco: che farà il presidente dell’Union, Joël Farcoz?

La commissione Règlement ha preso vita nel Conseil Fédéral di lunedì 27 gennaio e ne fanno parte il sindaco di Arnad Alexandre Bertolin, l’amministratore unico di Vallée d’Aoste Structure Henri Calza, Albert Chatrian, l’ex consigliere regionale e capogruppo Uv Diego Empereur e Richard Villaz. Non potranno candidarsi alle Regionali.

Il mandato del Conseil Fédéral di fine gennaio contemplava «la possibilità di indicare candidati rappresentativi del territorio, e anche personalità che siano l’espressione delle associazioni, delle professioni, della società civile. I consiglieri regionali uscenti – prosegue – sono da considerare come “strategici” per il Mouvement, da valorizzare, essendo portatori di competenze ed esperienza ».

Bagarre al Centro
«Che dire, quando abbiamo letto il giornale siamo rimasti basiti. Un fulmine a ciel sereno » . Parole di Stefano Aggravi, leader di Rassemblement Valdôtain dopo le esternazioni – sabato scorso, su La Vallée Notizie – di Giovanni Girardini de La Renaissance Valdôtaine. Senza mezzi termini, Girardini giustificava l’assenza del suo movimento dagli Autonomisti di Centro – appena presentati – con un perentorio «Ci hanno buttato fuori».

«Come potevamo buttarli fuori se le riunioni le facevamo in casa loro, nella loro sede» scherza Stefano Aggravi, che poi si fa serio: «Incontri ai quali ben poche volte abbiamo visto Giovanni Girardini». Deluso Aggravi perchè «come avevamo spiegato, abbiamo presentato gli Autonomisti di Centro lasciando la porta aperta, avevano tutto il tempo di aggregarsi strada facendo. E lo dimostra il fatto che sarebbero stati i primi nella lista di quelli che incontreremo per le nostre consultazioni. Abbiamo mandato le lettere nei giorni scorsi». Per il resto, la replica a Girardini è affidata a una nota diffusa nei giorni scorsi e firmata da Aldo Di Marco di Pour l’Autonomie, Ronny Borbey di Stella Alpina e appunto Stefano Aggravi.

«Rispetto alla posizione espressa da Renaissance, ovvero la candidatura del proprio leader alla carica di Sindaco della città di Aosta come condizione imprescindibile per la prosecuzione del progetto comune, pur comprendendone il senso in linea generale, riteniamo tale richiesta prematura. – scrivono – In questa fase, infatti, si era valutata l’opportunità di aprire un confronto più ampio e profondo, incentrato sulla costruzione di una reale discontinuità nell’azione amministrativa a livello comunale».

I 3 movimenti ritengono quindi «che la definizione delle figure apicali per la città debba essere il punto di arrivo di un percorso politico e non una premessa non negoziabile». A onor del vero, Giovanni Girardini sosteneva di aver tolto dal tavolo proprio la sua candidatura per non ostacolare il percorso.

Diego Lucianaz saluta
In apertura dei lavori del Consiglio Valle, mercoledì scorso, Diego Lucianaz ha motivato la sua decisione di lasciare il gruppo Rassemblement Valdôtain «che ho contribuito a costituire il 27 settembre 2023, per ragioni legate al nuovo accordo politico concluso dal movimento con altre forze politiche». Poi ha spiegato: «Non condivido la loro attività amministrativa e questa situazione non mi permetterebbe di rimanere coerente con la lotta politica che ho cercato di portare avanti fin dalla mia elezione al Consiglio regionale».

Diego Lucianaz era stato eletto per la prima volta in Consiglio Valle nel 2018 nella Lega con 589 voti. Nel 2020 si è ricandidato con la Lega e, con 215 voti di preferenza, è risultato il primo degli esclusi, subentrando a Nicoletta Spelgatti, eletta al Senato il 19 ottobre 2022. Il 15 settembre 2023 aveva lasciato la Lega per aderire a Rassemblement.

c. flo.